Gli immigrati che volevano arrivare in Italia e non salire sui barconi avevano trovato un sistema più comodo ma anche più costoso.
Bastavano 15 mila euro, chiedere di lavorare in uno dei tanti circhi che avevano le sedi legali a Palermo e il gioco era fatto.

I NOMI DEI FERMATI

Tutto questo sarebbe avvenuto grazie di Vito Gambino, 54 anni, dipendente dell’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della Regione Siciliana che avrebbe svolto un ruolo chiave nella truffa relativa ai lavoratori stranieri fatti entrare in Italia attraversi false assunzioni nei circhi.

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Insieme a lui è stata fermata anche la moglie, Provvidenza Visconti, 51 anni, pure lei dipendente dell’assessorato. Gambino, responsabile dell’Ufficio speciale di collocamento per i lavoratori dello spettacolo, secondo l’accusa avrebbe prodotto, dietro compenso, dei falsi nulla osta al lavoro per prima occupazione necessari per ottenere, da parte delle ambasciate, il visto d’ingresso nel territorio nazionale nei confronti degli extracomunitari.

In particolare gli impresari circensi inoltravano la domanda di assunzione dello straniero al dipendente regionale, il quale predisponeva, anche in mancanza dei presupposti e in alcuni casi falsificando la documentazione, il nulla. Gambino utilizzava anche un timbro falso del questore Nicola Zito.

Per i titolari dei circhi erano soldi che lenivano la crisi del settore. Coinvolti personaggi come Lino Orfei, Darvin Cristiani, Alvaro Bizzarro, ed ancora i titolari dei circhi Coliseum, Città di Roma, Vienna Roller, Jonathan, Apollo, Martini Cirque D’Europe, Caroli, Kumar, Smart Shane, Wigliams Brother, De Blais, Meraviglioso, Aris Martini, Denji show.
Secondo l’accusa, facevano finta di assoldare artisti e operai per gli spettacoli ed invece avrebbero favorito l’immigrazione clandestina.