Sono stati depositati presso la Corte di Cassazione i sei quesiti referendari contro le trivellazioni petrolifere introdotte dalla Sblocca Italia. A presentare le istanze sono stati i rappresentati di dieci regioni e fra queste – come è noto – non c’è la Sicilia che all’Ars ha bocciato la mozione del M5S, ma appoggiata anche dalle altre forze d’opposizione.

Un ultimo appello a Crocetta è stato rivolto in queste ore dai senatori del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone che hanno chiesto al governatore siciliano di “fare un passo avanti e prendere posizione contro lo scempio del MarMediterraneo”.

Scavone e Compagnone, nel marzo scorso, furono fra i promotori di un emendamento che elevava a reato l’attività di chi utilizza la tecnica dell’air-gun o altre tecniche esplosive per l’attività di ricerca di idrocarburi e di ispezione dei fondali marini. Successivamente la Camera modificò il testo stralciando dall’elenco degli ecoreati proprio l’air gun.

In quell’occasione proprio gli M5S, che a Palazzo Madama avevano appoggiato l’emendamento di Compagnone, preferirono astenersi pur di vedere approvato di ddl che introduce per la prima volta i reati contro l’ambiente. Era opinione diffusa fra i grillini che il balletto fra le due camere (con un eventuale ritorno a Montecitorio) avrebbe potuto compromettere l’intero tema degli ecoreati, parcheggiandolo ancora.

Dei sei referendum sostenuti da 10 regioni italiane (capofila è la Basilicata ci sono poi Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise ), cinque dovranno passare anche il vaglio della Consulta per la legittimità costituzionale che si dovrebbe pronunciare entro i primi mesi dell’anno prossimo. In sostanza le Regioni vogliono riaffermare la legittimità di pronunciarsi in materia ambientale, questione che lo Sblocca Italia avrebbe superato con deroghe specifiche.

Delle dieci che non si sono espresse (o hanno votato contro) sono quattro le regioni bagnate da mari: Lazio, Friuli, Toscana e Sicilia.

Nell’Isola hanno sostenuto da subito la campagna No Triv molte associazioni ambientaliste e varie formazioni politiche, ma anche raggruppamenti istituzionali come l’Anci guidata da Leoluca Orlando.