Alla direzione regionale del Pd, all’hotel delle Palme, si discute animatamente. Di regole in vista dei congressi di circolo, provinciali e poi di quello regionale per l’elezione dei nuovi vertici Pd in Sicilia. Non mancava proprio nessuno fra i capicorrente dei Democratici. Il gruppo dirigente degli “intransigenti” nel confronto-scontro con il presidente della Regione, Rosario Crocetta ma anche i fedelissimi del governatore. In direzione si sono viste le assessore Nelli Scilabra e Mariella Lo Bello, che non hanno risposto ai diktat del partito mantenendo la carica nella giunta di governo. E poi è arrivato anche il senatore Beppe Lumia. Presenze che possono suonare come vere e proprie sfide quando il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo insiste nella linea dura contro il Megafono chiedendo la convocazione, mercoledì prossimo, della commissione regionale di garanzia che dovrebbe adottare misure contro gli iscritti Pd che animano liste e gruppi del Megafono, all’Ars come nei comuni siciliani.

Questa mattina l’incontro atteso fra i dirigenti Pd e Crocetta non si è svolto. Il presidente era a Roma a parlare in tv della strage di Lampedusa. Un tema fin troppo serio per malignare sugli effetti che l’assenza del governatore a Palermo ha prodotto. Senza un nuovo confronto e magari ancora con un nulla di fatto in tema di rimpasto o aggiustamento in giunta, la direzione regionale ha dovuto di fatto occuparsi “solo” di regole per il congresso. Proprio nel momento in cui dall’Ars arrivavano i primi segnali di un esperimento di larghe intese che potrebbe costituire il ribaltone, come lo ha definito a BlogSicilia il leader dei 5Stelle siciliani, Giancarlo Cancelleri che consentirebbe a Crocetta di mantenere saldi i numeri in Parlamento.

La presidenza della prima commissione, affidata all’esponente dei Drs, Marco Forzese, è stata salvata da una retromarcia dei deputati Pdl, Nino D’Asero e Giuseppe Milazzo che hanno ritirato le proprie dimissioni. In questo modo, i dimissionari della commissione si sono ridotti a sette e quelli rimasti in carica sono rimasti otto. Una mossa che consentirà a Marco Forzese di convocare la commissione e portare all’esame dei deputati i disegni di legge di pertinenza della “Affari istituzionali”: dal ddl sul riordino dei comuni con l’istituzione dei consorzi fino all’istituzione delle città metropolitane.

Smentisce che dietro il ritiro delle dimissioni ci siano trattative in corso con gli alleati fedeli a Crocetta, uno dei protagonisti, Nino D’Asero: “Nessun ribaltone, nessuna apertura alle larghe intese. Voglio stoppare subito la fuga in avanti di qualche fantasiosa mente politica che ha già visto scenari nuovi. La nostra è solo una scelta di correttezza e rispetto istituzionale”.

Eppure le parole dell’esponente del Megafono, Antonio Malafarina a commento dell’operazione Pdl, fanno pensare a tutt’altro: “E’ un atto di responsabilità vera e concreta l’indicazione da parte del Pdl dei propri componenti nella commissione Affari istituzionali dell’Ars. Un fatto positivo che va sottolineato se non altro perché consente alla stessa commissione legislativa di
riprendere il percorso riformista avviato in questa legislatura.

Stasera, al ritorno da Roma, o al massimo domani il vertice Pd-Crocetta dovrebbe svolgersi ed entrambi i contendenti hanno in mano le carte per alzare i toni della polemica: espulsione da un lato, con una relazione del segretario Lupo in commissione regionale che si annuncia di fuoco e maggioranze variabili dall’altro lato. Chi vincerà il round?