Si annunciano tempi duri per l’Irsap, l’Istituto regionale per lo Sviluppo della Attività produttive istituito con la legge regionale n.8 del 20 gennaio 2012, in concomitanza con la liquidazione dei Consorzi per le aree di sviluppo industriale.

Il sindacato Cobas Codir denuncia che nella Finanziaria in corso di esame all’Ars è stato previsto per l’Irsap un contributo di appena 5 milioni e 150mila euro, “del tutto insufficiente a coprire gli stipendi e le pensioni a carico dell’ente”.

Nel 2015 il contributo, pur essendo di 10 milioni e 152 mila euro, era bastato a malapena, tanto è vero che i compensi del personale erano stati pagati ricorrendo a somme presenti in cassa, ormai quasi del tutto esaurite.

E per il futuro, dunque? Come farà l’Irsap? Il sindacato ha fatto i conti e specifica, in una lettera inviata a Crocetta, ai presidenti delle commissioni Bilancio e Attività produttive, e all’assessore alle Attività produttive, “che con il contributo previsto per il 2016 (dimezzato rispetto all’anno precedente) non sarà più possibile assicurare gli emolumenti, per la cui copertura integrale è necessario uno stanziamento di almeno 13 milioni“.

Lo scopo dell’Irsap è quello di promuovere le attività produttive, gestire impianti, infrastrutture, fare da volano all’economia. Tutte funzioni che senza soldi non è possibile svolgere.
I patrimoni degli ex Consorzi per le Aree di Sviluppo liquidati, avrebbero dovuto passare all’Irsap in caso di beni strumentali, e alla Regione in merito a quelli non strumentali, essere venduti e risanare la situazione debitoria.

Nonostante questi provvedimenti, le casse dell’Irsap sono vuote o quasi e probabilmente lo rimarranno.
Il Cobas Codir, nella lettera, sollecita una integrazione dello stanziamento “per la copertura delle spese obbligatorie e per i compensi da corrispondere al personale dipendente”.