Certe storie non basta viverle; dopo averle vissute vanno raccontate, perchè “certe” storie sanno essere universali, passano attraverso le emozioni in cui tutti possono riconoscersi: la determinazione, la forza, la rabbia, il sacrificio.
Quattro ingredienti, ma non solo quelli, nella storia di Giusi Malato, donna rappresentativa dello sport siciliano, ma anche nazionale.
25 anni in vasca, successi, medaglie, trionfi e la storia di un  vissuto corale che aveva voglia di raccontare, come spiega ai microfoni di Rsc Radio Studio Centrale : “Erano anni che buttavo appunti qua e là, avevo voglia di mettere su carta la mia, la nostra avventura, perchè ciò che ho vissuto con il Setterosa e con le compagne dell’Orizzonte è una storia che volevo lasciasse traccia non solo nei ricordi nostri e di chi ci ha seguite, sostenute. Poi un giorno mi contatta Giuseppe Pennisi, editore ed ex pallanuotista come me e mi propone di realizzare questo libro , insieme al contributo di alcune fra le persone fondamentali in questi anni di carriera. Ovviamente non me lo aspettavo , ma ho subito accettato. Mi guardo bene dal definirmi scrittrice, mi sento, semmai, una narratrice, e così è nato “Nove Il Leader”.
Giusi è il perfetto esempio del perfetto campione: tenace, ma soprattutto accompagnata da uno sconfinato amore verso il proprio sport e la propria squadra; amore e tenacia, fattori determinanti per superare i momenti più difficili e dolorosi della sua carriera: ” Mi è capitato tante volte di scendere in vasca infortunata, come quella volta in cui mi si ruppe il timpano. Ma in quei momenti l’adrenalina e la voglia di farcela sono più forti di tutto…si, avrei giocato anche senza un braccio.”
L’orgoglio con cui scandisce quest’ultima affermazione le fa brillare gli occhi…
Non è un caso se è stata scelta per veicolare il concetto della vera sportività nelle scuole in cui porta il proprio magnifico messaggio, sempre accompagnata da quella medaglia olimpica che non ha mai voluto incorniciare, preferendo di gran lunga la concretezza del far guardare e toccare il segno tangibile della sua bellissima storia.