Case fatiscenti e pericolanti del centro storico e della periferia del comune di Regalbuto, in provincia di Enna, verranno ceduti in cambio della cifra simbolica di 1 euro. Chi le comprerà, dovrà far partire ufficialmente i lavori di ristrutturazione entro sei mesi. Spese notarili di registrazione, volture e accatastamento saranno a carico del nuovo proprietario. A garanzia dell’acquisto, il comune chiederà di stipulare una polizza fideiussoria con importo da stabilire (successivamente rimborsata) della durata di tre anni.

Il progetto partirà “entro la fine dell’anno”, ha assicurato il presidente del consiglio comunale Salvo Cardaci. “La vendita di case a 1 euro deriva dalla volontà di contrastare l’abbandono da parte della popolazione e ridare nuova vita ad alcune aree, come il vecchio quartiere Sant’Ignazio in difficoltà da anni”, ha spiegato il consigliere Vito L’Episcopio, promotore del progetto.

La Sicilia non è nuova a queste iniziative. Il primo paese a scegliere questa strada è stato il comune di Salemi, nel trapanese.
Devastato dal terremoto del Belice del 1968, per porre fine al degrado del centro storico, nel 2008, l’allora sindaco Vittorio Sgarbi lanciò la cessione di immobili diroccati ai privati, in cambio della riqualificazione.
Arrivarono circa 10 mila manifestazioni di disponibilità, anche da personaggi di rilievo, ma che rimasero tali perché, nel frattempo, alcuni immobili  considerati pericolanti furono sequestrati e la la città fu commissariata per infiltrazioni mafiose.

Con il progetto “Case gratis”, nel 2009 ci riprovò con più successo Gangi, nel palermitano. Gli immobili – questa volta assegnate gratuitamente – erano le tipiche case contadine “a castello” della zona, e il municipio preferì agire come semplice intermediario per rendere più snella la burocrazia.
“Il progetto è partito lento, i primi risultati si sono visti dopo due anni”. Oggi, “vantiamo 108 case riassegnate: 60 gratis e le altre a prezzo simbolico”, ha detto il sindaco Giuseppe Ferrarello. Numero contestato però dalle opposizioni, secondo cui molti degli edifici riaperti non fanno parte dell’operazione.

Rimane il fatto che Gangi ha riacquistato il suo antico splendore, tanto da essere stata inserita nella lista dei 100 borghi più belli d’Italia e di potere fregiarsi del titolo di “Borgo dei borghi” conquistato nel 2014.