Non ne parla. Neppure se ‘parti’ da lontano con domande ‘morbide’. Ma di Crocetta, del governo regionale e di ipotetica sua stessa candidatura alla presidenza della Regione, tace. Ma solo con i giornalisti.

Il renziano siciliano per eccellenza, Davide Faraone, a Catania, ospite di #diventeràbellissima (simpaticamente ribattezzata da qualcuno  ‘Leopolda’ della ‘destra-centro’ più che centrodestra), parla delle difficoltà siciliane ‘solo’ nel suo intervento dove di certo non le manda a dire. Anzi il sottosegretario si lancia in un’analisi che parte da lontano per giungere ai giorni nostri.

“Credo che oggi come ieri ci sia lo stesso accanimento terapeutico per mantenere in vita il governo della Regione”,dice Faraone mettendo a confronto anche le altre esperienze transitate da Palazzo d’Orleans.

“Dal passato ad oggi – ha analizzato poi – c’è lo stesso atteggiamento della classe politica che mantiene un livello politico ed economico che non funziona più! Dove sono i liberali in questa terra? Non ci sono più. Auspico che emerga una forza e un’idea liberale perché è quello che ci vuole”.

Secondo Faraone “siamo una Regione in cui esiste ed è forte un sistema economico tipico del socialismo reale. In cui il grosso dell’economia è fondato sul pubblico e si continua ad insistere come si evidenzia nelle ultime leggi di stabilità sia di destra che di sinistra”.

L’attacco a tutto lo schieramento, quindi anche una sorta di autocritica, arriva quando ha detto alla platea che “il sistema su cui si imperniano queste leggi (stabilità ndr) è il mantenimento dello status quo, mai nella direzione di rompere e costruirne un altro!!”

Entrando nel merito di quanto si sta facendo in Sicilia, Davide Faraone ha sottolineato: “Gli unici cambiamenti che stiamo cercando di apportare li stiamo facendo per commissariamento romano. Su tutte le leggi c’è una idea e una impugnativa che normalmente viene fuori a livello nazionale e stiamo cercando di innescare un meccanismo di cambiamento anche in Sicilia”.

Non manca nemmeno il giudizio sullo Statuo, tema che divide i siciliani: “Non sono convinto che debba essere abolito – ha precisato – ma mi dà fastidio quell’idea dell’esaltazione dell’autonomia a prescindere, perché non comprendo cosa si sta costruendo con quella autonomia!”

Nella tre giorni di ‘diventerabellissima’ non è mancato il capo dei senatori del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani. E quest’ultimo, pur sottolineando la ‘momentanea’ ed ‘emergenziale’ alleanza di governo con il Pd, ha ‘rivendicato’ e ribadito la matrice moderata e centrodestrorsa con tanto di neanche troppo celata ‘voglia-volontà’ di rifondarlo (il centrodestra).

Posizione che però, evidentemente, ‘fa a pugni’ con le ipotesi di future, imminenti e stabili alleanze con il Pd siciliano. Su questo, Faraone ha fatto, ironicamente, il ‘democristiano doc’ non sbilanciandosi affatto: “L’Ncd ha dimostrato di essere nazionalmente una forza politica molto responsabile. Se non ci fosse stato l’Ncd – ha detto convinto- non c’era neanche questa esperienza di governo ed è stata dura mantenerla su. Detto questo, oltre al fatto che i risultati siano positivi per il Pd e per il leader della coalizione Renzi, va sottolineato che anche il Nuovo centrodestra ha avuto un grosso ruolo, importante”.

“Non abbiamo, poi, segnali che nel Ncd – ha aggiunto- ci  sia questa deflagrazione. C’è qualche esponente che forse farà scelte diverse ma l’idea di mantenere questa coalizione fino a fine legislatura riguarda la stragrande maggioranza dei deputati e senatori del Ncd”.

Il discorso si sposta poi sull’operato del governo Renzi, osannato e vituperato ora da ‘trombettieri’, ora da ‘detrattori’ ma Faraone ha chiarito subito: “Per fortuna i numeri e la matematica non sono una opinione. Sia sugli effetti del ‘Job’s Act’ che su quelli delle azioni di abbassamento delle tasse sul lavoro e sulle imprese ed anche i prossimi sulla casa, stanno avendo veramente un effetto benefico sul Paese. I dati, infatti, che emergono sia dall’Inps sia sui consumi -ha evidenziato l’esponente dei Democratici- sono dati straordinari. C’è un Paese finalmente in ripresa. Sino all’altro ieri, quando eravamo indietro, commentavamo la ‘resistenza’ come un fatto positivo. Oggi che andiamo avanti – ha puntualizzato- siamo contentissimi”.

Ma Faraone è ‘soprattutto’ il sottosegretario all’Istruzione ed in vista dell’apertura dell’anno scolastico, proprio domani, ha osservato con più di un pizzico di orgoglio che “una missione che tutti dicevano impossibile, ovvero quella di iniziare un anno scolastico in piena regola con più insegnanti e con scuole con più soldi, è stata compiuta. Noi abbiamo chiuso ieri la prima fase del piano assunzionale, da lunedì si inizia e le scuole avranno il doppio delle risorse in cassa per il funzionamento e molti più insegnanti. Siamo dunque tutti molto soddisfatti del lavoro svolto”.

“Tutto questo, va ricordato in poche settimane poiché la legge – ha infine ribadito- è stata approvata qualche settimana prima dell’estate. Per questo ringrazio tutti gli uffici scolastici e i dipendenti che sono stati grandiosi nel far funzionare la ‘macchina’”.