Oltre cento giorni di odissea. Tanti ne hanno già patiti i siciliani da quando è stato chiuso il tratto autostradale della Palermo-Catania a causa dei guai al viadotto Himera.

Se ieri è stato inferno lungo la strada che si arrampica fino a Polizzi Generosa, l’unica a collegare la sponda orientale a quella occidentale dell’Isola, a causa dell’incendio che ha divorato un camion e paralizzato per ore ed ore gli automobilisti in transito, non va meglio a quanti scelgono di adoperare i treni.

Si ricorderà che per sopperire ai disagi causati dall’interruzione dell’autostrada, lo scorso 29 aprile Ferrovie dello Stato e la Regione misero in campo i treni veloci per allacciare Catania a Palermo.

Da due giorni, però, a causa del caldo che sta arrostendo la Sicilia si verifica un inconveniente alle rete ferroviaria: il dilatamento delle rotaie con il rischio di incidenti che vengono scongiurati con uno stop dei treni regionali veloci tra Enna, Catania e Caltanissetta.

I passeggeri sono così riprometti su dei bus messi a disposizione da Ferrovie dello Stato. A denunciare il caso è ancora una volta il Comitato Pendolari Siciliani che fa spallucce sul problema del caldo, ma chiede chiarimenti sul “Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario”.

“Il problema per le temperature di questi giorni ci può stare – dice il presidente Giosuè Malaponti – quello che invece desideriamo fare presente è questi disagi avvengono da due giorni senza ancora che Rete ferroviaria Italiana ponga rimedio a questo inconveniente”.

Secondo il rappresentante dei pendolari il problema potrebbe “essere eliminato dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana con un monitoraggio costante della temperatura del fungo della rotaia e se il caso intervenire con un taglio di millimetri in verticale della rotaia, dando così alla stessa la possibilità di allungarsi al posto di deformarsi”.

In merito al “Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario”, i pendolari chiedono di sapere cosa è contenuto negli allegati parte “la parte più importante che determineranno la tipologia, la qualità dei servizi ferroviari, le penalità, i servizi a bordo e in stazione, il comfort, etc. specie in questi casi di palese e totale disservizio?”

La proposta di Malaponte ricalca una prima idea avanzata dallo stesso assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pizzo: “Non era meglio, così come ha sempre dichiarato l’assessore Pizzo, fare il “Contratto Ponte sino al 2020” almeno per mettere alla prova sia gli uffici regionali sia l’impresa di trasporto ferroviario nella gestione, per la prima volta diretta da parte della Regione Sicilia, del trasporto ferroviario isolano?”

Si tratterebbe, secondo il Comitato Pendolari, di una sorta di rodaggio per la Regione “per capire da vicino quali sarebbero stati i punti di forza o di debolezza, eventualmente, da migliorare per il definitivo affidamento a Trenitalia o nelle more alla scadenza del “Contratto Ponte” bandire la gara per l’affidamento del servizio di trasporto ferroviario”.