Chi prende il treno in Sicilia è consapevole di non avere garanzie di arrivare puntuali a destinazione, a volte non si arriva proprio. I motivi sono evidenti: i treni sono pochi e vecchi, le stazioni inospitali, le biglietterie aperte per poche ore al giorno quasi dappertutto e quelle automatiche quasi sempre guaste, senza considerare le tratte ferroviarie interrotte ogni qualvolta un’ondata di maltempo o di caldo colpisce la Sicilia.

E quando era tutto pronto per la firma, attesa da sei anni, del primo contratto di servizio fra la Regione Siciliana e Trenitalia ed Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) che avrebbe portato investimenti e innovazioni nella gestione dei collegamenti ferroviari nell’Isola, all’ultimo minuto salta tutto. Quella di oggi sarà solo una presa d’atto degli accordi praticamente raggiunti ma per la firma bisognerà aspettare e non è detto che chi arriva non prenda tempo, cambi qualcosa, ecc ecc

Infatti manca l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture. Giovanni Pizzo è stato ‘azzerato’ insieme ad altri otto suoi colleghi dal governatore Rosario Crocetta e non potrà quindi conferire il mandato al dirigente regionale del Dipartimento Trasporti per firmare il Contratto di Servizio per il Trasporto ferroviario in Sicilia, atteso per domani 29 ottobre.

La Sicilia era rimasta indietro già una volta. Nel 2009 le regioni d’Italia hanno avuto l’obbligo da parte del ministero a i Trasporti di stipulare un contratto con l’ex Ferrovie dello Stato per i collegamenti ferroviari. Tra un cambio di governo, e di assessore al ramo, e l’altro, questo contratto la Regione non lo ha mai realizzato. E a fine 2014 in molte regioni è scaduto il primo Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario. In quasi tutte è stato definito un “Contratto Ponte” sino a fine 2015 per poi giungere alla firma di un nuovo contratto di servizio 2016/2020, prorogabile per ulteriori 5 anni. Quando scadrà le Regioni dovranno bandire le gare per l’affidamento definitivo del servizio di trasporto ferroviario per 10 anni.

“In Sicilia invece c’è stata un’inversione di tendenza – spiega Giosuè Malaponti del Comitato Pendolari Siciliani. – Mentre le altre Regioni hanno proposto e chiuso un contratto ponte fino al 2020 con tanto di accordi tra il gestore dell’infrastruttura (Rete Ferroviaria Italiana) ed un piano di investimenti con Trenitalia ben chiaro e leggibile nei cinque anni, la Regione Siciliana a differenza delle altre concorda la scadenza di questo “Contratto Ponte” al 2016 per poi rinnovarlo definitivamente sino al 31 diecembre 2026″. Questo era previsto nell’accordo raggiunto tra la Regione e Trenitalia-Rfi nel giugno scorso.

Di questa bozza di contratto, che era pronta per la firma, sostiene Malaponti “nessuno, ufficilamente, conosce i contenuti e nessuno ha ancora visto gli allegati, compresi i 90 deputati regionali che hanno appreso dalla stampa della firma dell’intesa Regione-Trenitalia”.

Anche dopo l’audizione all’Ars dell’assessore Pizzo, richiesta dei deputati del Movimento 5 Stelle, a pochi giorni dall’intesa di giugno. “Pizzo nel suo intervento in aula all’Ars dell’1 luglio dichiarava, – spiega Malaponti – secondo il nostro parere, cose assurde: che non è mai esistito in Regione un Dipartimento Trasporti, quando invece c’è sempre stato il Dipartimento Trasporti, 4° Servizio Trasporto Ferroviario; che non c’è motivo di fare un’intesa con il gestore dell’infrastruttura Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per il miglioramento dei tempi di percorrenza, per ulteriori investimenti sugli impianti tecnologici, per l’eventuale eliminazione di alcuni passaggi a livelli, riferisce che basta il CIS siglato nel febbraio 2013; che i macchinisti si devono abituare alla guida del treno Minuetto sulla Catania-Palermo per migliorare i tempi di percorrenza, sconoscendo che i “Minuetti” in Sicilia marciano sui binari già da almeno dieci anni, e che non vi è nessuna differenza di guida a prescindere della relazione ferroviaria; che sulla vertenza dei dipendenti ex Ferrotel, ha ricevuto una lettera da parte di Trenitalia che si farà carico nel nuovo contratto di servizio e nell’ampliamento dei servizi dei lavoratori ex Ferrotel, precisando che vi è una comunicazione scritta e concordata con la holding per l’assorbimento di questi lavoratori, ma nessuno conosce i contenuti e l’esistenza”.

L’assessore Pizzo ha quindi fatto presente all’Aula che negli allegati sono esplicate le norme che regolamenteranno il Contratto di servizio, quindi non solo l’aspetto dell’offerta del servizio ma anche le norme di pianificazione relativamente a penalità, premialità, aspetti di vigilanza, sicurezza a bordo e in stazione, aspetti riguardanti l’integrazione dei servizi connessi ad altri trasporti e, molte appendici riguardanti il comfort in stazione e a bordo, la tipologia di controlli che la regione dovrà e potrà effettuare se mensili e semestrali, quali sistemi di controllo e verifica verranno concessi agli uffici regionali per monitorare il servizio di trasporto ferroviario, e altro ancora.
Allegati ed appendici al contratto milionario di vitale importanza che, ad oggi, nessuno conosce né hanno avuto modo di verificare o integrare vista la durata contrattuale decennale.

Secondo il Comitato dei pendolari siciliani la Regione “sta servendo all’impresa ferroviaria, su un piatto d’argento, dieci anni di contratto senza ottenere impegni ben precisi e circostanziati relativi agli investimenti in materiale rotabile e al miglioramento delle infrastrutture, visto che non ha un accordo ben preciso con Rete Ferroviaria Italiana. In sintesi, da quello che si evince, non c’è nessun beneficio per i siciliani”.

In concreto l’affidamento del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario da parte della Regione a Trenitalia per i 12 anni ammonta a 1.386.431.040,00 di euro, a questi la Regione deve aggiungere investimenti per ulteriori 150 milioni. Inoltre, dal 2017 la Regione si impegna a garantire a Trenitalia un aumento delle tariffe del 10%. Di fatto, a fronte di un contratto miliardario la Sicilia ottiene investimenti pari a pochi milioni di euro da parte di Rfi.

“Ci sembra alquanto assurdo, – continua Malaponti – quanto è stato approvato nella delibera di giunta regionale 159/2015 ed è evidente la sperequazione tra l’investimento della Regione Siciliana e gli investimenti dell’impresa ferroviaria Trenitalia che investe solo 40 milioni in materiale rotabile nei 12 anni di Contratto di servizio per il trasporto ferroviario per il quale incasserà circa 1,4 miliardi di euro ed in più il 10% degli aumenti tariffari che la Regione gli sta garantendo a partire dal gennaio 2017″.

Il Comitato pendolari fa notare inoltre che nella delibera della giunta regionale che dà il via libera al contratto con Trenitalia ed Rfi non si menziona alcun accordo chiuso con il gestore della rete ferroviaria (Rfi) per il suo miglioramento e degli eventuali investimenti in itinere e futuri.

 Ma tutto questo, adesso, resta fermo e non si sa se augurarsi che venga stoppato o firmato così com’è. Il prossimo assessore probabilmente procederà alla stipula del contratto di servizio senza aver seguito l’iter e senza comprendere cosa sta firmando.