Non soltanto indagini italiane. Si troverebbe in Svizzera il patrimonio non ancora identificato del capo di Cposa Nostra, la primula rozza Matteo Messina Denaro, ancora consistente nonostante la mole di sequestri e confische a lui, ai suoi familiari ed ai suoi prestanome.

La Procura svizzera ha avviato “un proprio procedimento penale” nei confronti del capo mafioso trapanese che avrebbe nascosto milioni di
euro su conti elvetici. La notizia viene riferita dall’agenzia di stampa svizzera Ats che riprende un’informazione della “SonntagsZeitung”, confermata all’agenzia dalla portavoce del Ministero pubblico della Confederazione Walburga Bur, omologa della nostra Procura della Repubblica.

Il patrimonio sarebbe consistente ma non immediatamente disponibile per cui Messina denaro, nell’ultimo periodo, non avrebbe potuto avervi accesso. Essendo in difficoltà economioche per i sequestri avvenuti in Italia avrebbe tentato, attraverspo due pestanome locali, di prelevare parte dei propri fondi che sembra siano pe rlo più vincolati, facendo scattare il sistema di vigilanza

Il pubblico ministero della Confederazione lavora nell’ambito dell’assistenza giudiziaria con gli inquirenti antimafia di Palermo in un gruppo comune. La procura ha esaminato documenti bancari, proceduto a due perquisizioni domiciliari e compiuto un interrogatorio.

L’inchiesta non è ancora in una fase avanzata ma la sua apertura avrebbe bloccato un altro canale di approvviggionamento del boss sempre più accerchiato sul fronte economico