Rispetto per la manifestazione del “Sicilia Pride“. Non solo perché bisogna amare e salvaguardare la libertà, ma anche perché gli omosessuali hanno il diritto di tutelare i propri interessi e di chiedere ciò che ritengono non sia stato fino ad oggi concesso.

Tuttavia, deve essere salvo, allo stesso tempo, il diritto di critica di chi non accoglie i principi che stanno alla base della manifestazione e di chi considera non opportuni per la società le rivendicazioni degli omosessuali.

Anche questi devono essere rispettati. Perché non bisogna correre il rischio di selezionare la libertà. Altrimenti gli stessi fautori del “Sicilia Pride” potrebbero essere legittimamente tacciati come “estremisti”.

Insomma, gli uni non dovrebbero “prendere in giro” la religiosità degli altri; non dovrebbero scrivere “Dio è Gay” con l’intento di provocare la sensibilità della fede altrui; non dovrebbero alimentare la propria battaglia, cercando il conflitto più che il confronto con la parte conservatrice della società.

Perché è il dialogo la chiave per risolvere i problemi, per giungere ad una vittoria nella rivendicazione della uguaglianza sostanziale.

E i religiosi più “estremisti”, comunque, dovrebbero percorrere la strada della tolleranza e del rispetto per chi ritengono “diverso”, ricordando che Gesù Cristo non è un “separatore” e un “manicheo”. Essenza del Cristianesimo, infatti, è l’Amore Assoluto, cioé sciolto da ogni pregiudizio.

Quindi, mi permetto un rimprovero ad ambo le parti. Soprattutto dopo aver seguito in questi giorni le discussioni che si sono scatenate nei post che BlogSicilia ha dedicato al Sicilia Pride.

Infatti, ho raramente colto nei commentatori il “rispetto reciproco”. Anzi, ho notato le propensioni all’attacco e a fare di tutta l’erba un fascio.

Coloro che appoggiano il “Sicilia Pride” ormai tendono a generalizzare eccessivamente l’insieme dentro al quale collocare gli “avversari”. Come se tutti fossero “omofobi”.

Coloro che, invece, non accettano le pretese degli omosessuali, si dimostrano spesso poco inclini all’ardore per la libertà.

Ai primi consiglio di separare il desiderio legittimo di “emancipazione” dall’uso provocatorio della Chiesa, perché questa non è “soltanto” una Istituzione, ma è “anche” un insieme di fedeli che chiede meramente di essere rispettati in quanto tale (e ciò ormai accade di rado).

Ai secondi consiglio, infine, di essere “cristiani autentici“. Il rispetto per il prossimo è un elemento essenziale dell’Amore che il Vangelo insegna.

Foto: D.S. Wise