Si terranno questa mattina, a Catania, gli interrogatori di garanzia nel corso del quale verranno sentiti il presidente del Catania Calcio Nino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino e Giovanni Luca Impellizzeri, l’agente di scommesse sportive. L’interrogatorio è stato fissato dal Gip del tribunale etneo Fabio Di Giacomo.

Tra gli altri quattro indagati, Daniele Delli Carri, 44 anni, ex direttore sportivo Calcio Catania, è stato già sentito dai giudici e si è avvalso della facoltà di no rispondere, mentre Pietro Di Luzio, 51 anni, Fabrizio Milozzi, 46 anni, pregiudicato, Fernando Antonio Arbotti, detto Michele, 55 anni, procuratore sportivo e agente Fifa, saranno sentiti da altri Gip su delega dell’ufficio di Catania.

Nell’inchiesta sono in tutto 19 le persone indagate. Tra gli indagati c’è anche Christian Terlizzi, 36 anni, difensore del Trapani ed ex calciatore del Catania. Le informazioni di garanzia sono state notificate anche a Riccardo Fiamozzi, calciatore del Varese, Luca Pagliarulo, calciatore del Trapani, Antonino Daì, calciatore del Trapani, Matteo Bruscagin, calciatore del Latina, Alessandro Bernardini, calciatore del Livorno. Ci sono anche i calciatori Andrea Barberis e Marco Moscati. Le partite prese in esame dagli investigatori sono Varese-Catania, disputata il 2 aprile e terminata con il risultato di 0-3, in cui Barberis giocava con la maglia del Varese numero 21 e Catania–Livorno, del 2 maggio, in cui Moscati era presente fra le fila del Livorno con la maglia numero 8.

Durante le perquisizioni della Digos nell’ambito dell’operazione della Dda etnea ‘I treni del goal’ con l’arresto di 7 persone, tra cui i vertici della società etnea, e ritenute responsabili di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Secondo l’accusa avrebbero truccato alcune partite del campionato di Serie B, pagando giocatori delle squadre avversarie, per evitare la retrocessione del Catania in Lega Pro.

Nell’abitazione romana di Piero Di Luzio, uno degli arrestati, la polizia ha trovato e sequestrato sorta di libro ‘mastro’. Tra le carte ci sono alcuni appunti, al vaglio degli investigatori, che contengono riferimenti al Catania Calcio e alle somme di denaro versate.

In casa di Giovanni Luca Impellizzeri, agente di scommesse on line ed ex calciatore, sono state trovate ingenti somme di denaro, 100 mila euro in contanti. Soldi che erano nascosti nel controsoffitto dell’appartamento. In ufficio è stato anche trovato un localizzatore di microspie a radio frequenza.

Gli agenti della Polizia Postale di Catania, hanno sequestrato 100 computer. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le somme delle scommesse on line alterate dalle partite ‘truccate’ con la complicità dei giocatori che hanno ricevuto somme di denaro. Sono stati sequestrati i telefoni cellulari dei dirigenti del Catania Calcio, gli smart phone del presidente Nino Pulvirenti, dell’ad Pablo Cosentino e dell’ex direttore sportivo Daniele Delli Carri.

Gli investigatori indagano anche sull’incontro di calcio di ‘Lega Pro’ (Cirone C) che sarebbe stato ‘truccato’. La partita è quella del Messina, disputata in casa contro l’Ischia del 18 aprile 2015 terminata con il risultato di 1-1.

In tale occasione, i vertici della società peloritana, costituiti dal patron Pietro Lo Monaco (ex amministratore delegato del Catania), dall’amministratore delegato Alessandro Failla e dal direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, secondo quanto ricostruito dalla polizia si sarebbero adoperati affinché la partita terminasse con il risultato prestabilito del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio finale.

La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso Gianluca Impellizzeri, l’agente di scommesse on line. Le varie agenzie quotavano infatti l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale, poi concretizzatosi effettivamente in quegli esatti termini, fino anche a 19 volte la posta. Lo Monaco, Failla e Ferrigno sono indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitata.

Sulla compravendita delle partite del campionato di serie B, la magistratura sportiva ha avviato un procedimento.