Un giorno dopo gli arresti nell’ambito dell’inchiesta Caronte, Raffaele Lombardo, ex presidente delle Regione ricostruisce le tappe di quel rapporto fra Mpa e Pna che proprio ieri uno dei suoi legali, l’avvocato Alessandro Benedetti, contattato da BlogSicilia, aveva definito ‘sempre conflittuali’.

Della vicenda ho già parlato alla Procura di Catania nel corso del mio interrogatorio, dal 6 al 20 marzo del 2013, in seno al processo Iblis e presumo, essendo apparsa evidente la mia estraneità a qualunque reato, risulto non indagato”, afferma oggi all’Ansa il politico catanese.

Raffaele Lombardo, quindi, ripercorre “brevemente i fatti. Alla vigilia del 2009 mi furono presentati due autotrasportatori, persone apparentemente per bene, che mi illustrarono le rivendicazioni della loro categoria. A nessuna di queste si diede seguito da parte mia o dei parlamentari del Mpa. Solo dell’ecobonus – precisa l’ex presidente della Regione – mi occupai personalmente, facendone oggetto di una scheda esplicativa consegnata nelle mani di Mario Monti a seguito di una protesta dei Forconi. L’ecobonus è il contributo che dovrebbe incentivare il trasporto su navi, in alternativa alle autostrade e agli scarichi inquinanti”.

“Il Caruso – aggiunge Lombardo – mi parlò del suo fantomatico partito, con ‘decine di migliaia di iscritti’, della cui inconsistenza, per mia consolidata esperienza, mi resi subito conto, tanto da non sollecitare né assemblee né incontri con i suoi esponenti nella varie città nelle quali mi recai durante la campagna elettorale”.

Lombardo aggiunge infine che “l’autorizzazione che concessi a esporre, pensavo gratuitamente, il mio manifesto su alcuni, credo molto pochi, camion ci costò salatissimo. Il Caruso ci fece causa pretendendo un rimborso quantificato in 150mila euro che furono sottratti al Mpa“.