Via libera del Senato al sequestro di beni per equivalente nei confronti di Francesco Scoma, ex assessore regionale siciliano e parlamentare nazionale in carica di Forza Italia.

La Procura di Palermo può procedere al blocco di conti e valori per 26.634 euro, la somma che – secondo i pm del pool coordinato dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci – Scoma avrebbe ottenuto come prezzo della corruzione nell’ambito dell’ “affaire” Ciapi, l’ente di formazione della Regione Siciliana trasformato in una macchina mangiasoldi dal manager della comunicazione Faustino Giacchetto, sostiene sempre l’accusa.

Per evitare il sequestro, Scoma dovrebbe depositare nei prossimi giorni un libretto infruttifero contenente la somma che gli viene contestata. Al Senato si era rivolto, a garanzia delle prerogative e delle immunità dei parlamentari, il Gip Luigi Petrucci, ma l’assemblea di Palazzo Madama ha dichiarato il “non luogo a provvedere”, limitandosi a raccomandare di non violare, nel rispetto delle immunità previste dalla Costituzione e dalle leggi, l’abitazione o la riservatezza del senatore Scoma, per procedere al sequestro.

I pm Pierangelo Padova, Sergio Demontis e Alessandro Picchi sostengono che il politico (vice coordinatore regionale di Forza Italia, indagato per corruzione aggravata) avrebbe ricevuto due abbonamenti in tribuna autorità allo stadio Renzo Barbera di Palermo, per la stagione 2009-2010 di serie A del Palermo calcio, un soggiorno all’Hotel Quisisana di Capri per tre persone per quattro giorni, nel luglio 2008, oltre al pagamento di spese per manifesti e per propaganda elettorale in occasione delle regionali siciliane del 2008. In cambio, da assessore alla Famiglia, Scoma avrebbe sostenuto la validità e la necessità di prorogare il progetto “Forum della legalità“, il cui piano di propaganda era curato da Giacchetto, che con questa iniziativa avrebbe guadagnato circa 5 milioni di euro.