L’inchiesta che ha scosso il mondo del calcio, travolgendo i vertici del Catania finiti agli arresti domiciliari, ha innescato una serie di reazioni provenienti perlopiù dal mondo politico etneo, ma fra le dichiarazioni spicca anche quella di Pippo Baudo. “E’ una manata di fango non solo sulla squadra, ma sulla città. Mamma mia che dispiacere, che tristezza…”. ha detto il catanese più famoso d’Italia.

Giuseppe Berretta (Pd) – “L’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Dda di Catania, che ha portato all’arresto dei dirigenti del Catania Calcio, è un pugno allo stomaco: per una città che ha sperato fino alla fine nella ripartenza della propria squadra, per i tifosi che ancora credono nel calcio vero, sano. Sono sicuro che l’inchiesta dei magistrati catanesi farà piena luce sul coinvolgimento di Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri, per il bene della società, dei tifosi, dei dipendenti e della nostra città. Certo, se dovessero essere accertate le responsabilità pesanti di cui si parla, Catania tutta subirà un grave danno. Seguiremo la vicenda da vicino, con un’attenzione particolare ai tanti lavoratori della squadra rossazzurra”.

Michela Giuffrida (Pd) – “Gli arresti che riguardano la società Catania Calcio non possono, non devono però infangare un´intera città, i tifosi catanesi, il calcio. Adesso tocca alla magistratura fare luce su quanto è accaduto. Catania subisce l’ennesimo affronto, dopo aver già pagato, nel recente passato, un tributo altissimo per vicende che nulla hanno a che fare lo sport sano, leale, e non violento in cui i catanesi e i tifosi rossoazzurri devono continuare a credere, e a cui tutti noi abbiamo diritto”.

Anthony Barbagallo (Pd) – “È una vicenda sconcertante, Catania e i catanesi non meritano tutto questo. Emerge uno scenario inquietante, che coinvolge il Catania ma che purtroppo sembra essere sempre più radicato nel sistema calcistico, a tutti i livelli. La magistratura e le forze dell’ordine hanno fatto un lavoro importante e delicato, adesso è necessario accertare nel più breve tempo possibile la verità. Naturalmente per il bene della città, ci auguriamo che tutta la vicenda possa essere chiarita. Ma in ogni caso a questo punto una svolta pare indispensabile, per restituire a Catania una società calcistica degna della sua città e dei suoi tifosi”.

Angelo Attaguile (Lega-Noi con Salvini ) – “Nelle società sportive costituite nella forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata non dovrebbe essere consentito allo stesso soggetto, o comunque a soggetti a questo collegabili, l’intestazione di un numero di azioni o di quote che superi il 30 per cento del capitale sociale”.

Associazione  Codici – “In caso di procedimento penale, ci costituiremo parte civile per chiedere il risarcimento del danno subito dai tanti abbonati e informiamo i tifosi che è a disposizione già da oggi uno sportello presso la nostra sede di Catania per fare richiesta di rimborso degli abbonamenti della stagione appena conclusa e per chiedere un risarcimento per il danno subito. Se le accuse fossero confermate, saremmo di fronte al dato che il calcio è stato nuovamente oggetto di speculazioni economiche. Il nostro obiettivo è che i presunti colpevoli di frode risarciscano gli spettatori che ignari sperano in uno sport ancora pulito”.

Falcone (FI) e D’Asero (NcD): “Quello che è accaduto nel calcio catanese impone una seria riflessione su una realtà che dovrebbe essere esempio valoriale per i giovani e non solo e invece, purtroppo, manifesta inquietanti zone d’ombra.
Confidando nella celere azione della Magistratura che, siamo certi, farà chiarezza, facciamo assegnamento nelle forze sane della Città affinché abbiano una funzione di responsabilità nel riportare il calcio catanese all’interno di un percorso virtuoso di crescita sociale”.

Enzo Bianco (sindaco di Catania): “Provo un sentimento di profondo dolore. Ripongo ovviamente la massima fiducia della Magistratura catanese che, sono certo, saprà far luce su quanto avvenuto. Trovo positivo il fatto che l’indagine sia stata condotta da investigatori catanesi, segno che la nostra città possiede gli anticorpi per reagire alle illegalità. Certo il quadro che viene fuori, di là dalle responsabilità personali che vanno verificate, è quello di un calcio profondamente malato, malsano. Attendiamo adesso di conoscere anche le decisioni delle autorià sportive. Dal canto nostro, siamo pronti a fare tutto ciò che ci compete per salvare la nostra grande tradizione calcistica e tutelare la passione sportiva di tanti catanesi”.

Federazione Provinciale Sel Catania: “

“In merito agli arresti che questa mattina hanno svelato il “sistema Pulvirenti”, la Federazione Provinciale di SEL Catania plaude all’azione della Procura di Catania ed auspica tempi processuali celeri e, qualora i fatti fossero confermati, punizioni esemplari nei confronti di personaggi che ogni giorno avvelenano lo sport ed in particolar modo il mondo del calcio”.

Auspichiamo e stimoliamo un cambiamento della dirigenza del calcio italiano, fino ad ora spesso connivente con questo sistema e con altri episodi di frode sportiva, che sia fondato su di una selezione seria e meritocratica dei suoi esponenti, e non risponda più a relazioni di natura politica. Un reale cambiamento delle logiche di selezione dei quadri è secondo noi necessaria per ripensare e rifondare uno sport che in realtà, oltre ad essere un business è un settore importante dell’economia italiana”.