“Questa indagine è una costola dell’operazione Idra del novembre 2011, eseguita tra i quartieri di Resuttana e Tommaso Natale. Dalle intercettazioni abbiamo scoperto che Giuseppe Bevilacqua, cercava esponenti di Cosa nostra per garantirsi un certo numero di voti, inoltre c’e’ un militare coinvolto e siamo intervenuti come fosse un normale cittadino”. Il comandante del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza di Palermo, colonnello Calogero Scibetta, spiega così il ruolo di Bevilacqua nell’inchiesta che ha portato ai domiciliari due deputati regionali, due candidati non eletti e un finanziere con l’accusa di corruzione elettorale.

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150 EURO PER 30 VOTI

“C’è un forte legame tra politica e mafia, che però viene ricercato spesso dalla politica – ha aggiunto il colonnello Scibetta. – La tutela dell’istituzione democratica e del diritto di voto non passano dal mafioso che cerca il politico, ma il contrario. E’ il politico che li cerca per garantirsi un numero cospicuo di voti”.