Il Sud scivola sempre più nell’arretramento: nel 2014 per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%). La fotografia che emerge dal Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno non è confortante.

Su questi dati intervengono perentori Salvatore Abate (nella foto) e Carlo Saggio, rispettivamente presidente ed ex presidente di Compagnia delle Opere Sicilia Orientale, che avviano una serie di proposte, che possano servire da ricetta per un rilancio del Sud Italia.

E alle istituzioni, ai colleghi imprenditori, alla politica indirizzano una lettera nella quale spiegano su cosa puntare per il rilancio del Mezzogiorno lanciando anche delle proposte: dalla rinuncia a sussidi ad una legislazione ad hoc per il Sud, fino ad immaginare di anticipare i costi per le infrastrutture da scomputare poi nei rapporti con la Pubblica amministrazione. 

Tutti temi che saranno indirizzati ai politici presenti, al mondo imprenditoriale, associativo, istituzionale e culturale, in occasione di Expandere 2015 che si terrà il 10 novembre 2015 a Etnafiere di Belpasso.

Scrivono Abate e Saggio: “E’ maturata in noi la consapevolezza che l’assistenzialismo, che ha così profondamente e negativamente segnato la storia recente della nostra regione, è stato un patto scellerato di cui anche noi siamo stati parte. Un patto per il quale, in cambio di una “certa minima” sicurezza, abbiamo rinunziato a sviluppare la nostra creatività e ad assumerci fino in fondo la responsabilità per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Per questa ragione sappiamo e vogliamo che la prima mossa per sottrarci alla mortale morsa dell’assistenzialismo non può che venire da noi stessi”.

Compagnia delle Opere avvia un’analisi e immagina delle proposte.  “Assumiamoci fino in fondo la responsabilità di conoscere ciò che c’è e ciò che può nascere, per sostenerlo e svilupparlo in un lavoro che sia comune e solidale; prima di invocare il giusto intervento delle pubbliche istituzioni facciamo tutto ciò che è possibile in questa direzione”, si legge nella lettera in cui si chiede che gli interventi pubblici siano indirizzati a queste finalità.

“Rinunziamo – prosegue la lettera – come meridionali a ogni tipo di sussidio, di intervento a pioggia, di incentivo in cambio di una reale detassazione per gli investimenti, per chi reinveste gli utili in azienda, per chi vuole avviare e sviluppare nuove imprese”.

“Chiediamo – si legge – una legislazione che permetta, nel Mezzogiorno, una reale flessibilità nei rapporti di lavoro, anche in funzione del territorio in cui sono insediate le imprese, e che favorisca, quindi, l’avvio di nuove aziende”.

Quindi la proposta più significativa: “È necessario studiare e attuare modalità per le quali le imprese del Sud possano realizzare interventi strutturali e infrastrutturali, riconosciuti di rilevanza pubblica e utili per il proprio sviluppo, anche anticipandone i costi da scomputare poi nei rapporti con la Pubblica amministrazione”.

Compagnia delle opere immagina di “aprire, e chiudere brevemente, un reale dibattito per individuare insieme le grandi infrastrutture necessarie per lo sviluppo delle imprese del sud”.

I  punti saranno indirizzati ai politici presenti, al mondo imprenditoriale, associativo, istituzionale e culturale, in occasione di Expandere 2015 che si terrà il 10 novembre 2015 a Etnafiere di Belpasso. “Rivolgeremo ai rappresentanti delle istituzioni, in occasione dell’Assemblea conclusiva dell’evento, gli obiettivi e i punti su cui riteniamo si debba lavorare – spiega Abate – E’ importante che ci stiano a sentire. Il rilancio di questa regione può e deve partire anche da noi”.