Grazie a una borsa di studio internazionale potrà fare esperienza sul campo a Batavia, negli Usa, presso il Fermi National Accelerator Laboratory (FNAL), ovvero la casa del Tevatron, l’acceleratore di particelle più potente al mondo fino al 2010, anno in cui è stato spodestato dall’LCH del Cern.

Lei è Marina Scialabba, giovane ingegnere meccanico, nata a Castelbuono e iscritta all’Ordine degli Ingegneri della provincia di Palermo. Attraverso un concorso si è aggiudicata un assegno messo in palio da CNI (Consiglio Nazionale Ingengeri), Scuola superiore di formazione professionale per l’ingegneria e ordini professionali territoriali d’intesa con l’ISSNAF, la Italian Scientists and Scholars in North America Foundation.

Alla ventiseienne è andata inoltre una medaglia del CNI: l’ha ricevuta ieri sera, davanti a numerosi colleghi, per mano del presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Palermo Giovanni Margiotta, al quale era stata affidata durante il recente congresso nazionale degli ingegneri a Venezia. A consegnare il riconoscimento anche lo storico ex presidente Renato Cannarozzo.

A febbraio Marina volerà negli States e ci rimarrà per nove settimane. Nel celebre centro Fermilab intitolato a Enrico Fermi, con sede a poche miglia da Chicago, dovrà svolgere uno studio sui rivestimenti interni delle grandi strutture tubolari e, in particolare, sulle loro caratteristiche meccaniche e termiche. “Conoscerò i dettagli soltanto dopo il mio arrivo – dice la giovane castelbuonese – ma non vedo l’ora di iniziare. Partecipare alle attività di un centro di ricerca così prestigioso vuol dire avere una grande occasione per mettere alla prova e ampliare le conoscenze acquisite durante gli studi accademici”.

Il concorso, indetto annualmente da CNI, Scuola superiore, ordini territoriali e ISSNAF, ha offerto agli ingegneri nati dopo il 1° gennaio 1980 la possibilità di svolgere periodi formativi negli Usa e in Canada presso i maggiori centri internazionali attivi nei vari settori dell’ingegneria. In questa edizione i giovani beneficiari di una borsa sono stati in tutto ventiquattro. Tra loro ci sono altri due ingegneri siciliani, appartenenti agli ordini provinciali di Siracusa e Catania.