L’impegno delle istituzioni dovrebbe essere quello di consentire che la giustizia faccia il suo corso, ma non sono pochi i casi di ‘giustizia ingiusta’. Chi non ricorda la triste vicenda umana e giudiziaria del presentatore tv Enzo Tortora, finito in carcere da innocente?

Come riporta il Corriere della Sera di oggi, negli ultimi 20 anni gli errori dei magistrati sono costati quasi 600 milioni di euro. A fornire il dato è il vice ministro della Giustizia, Enrico Costa (Ncd). Nel suo ufficio conserva ancora la lettera che Tortora inviò per chiedere di uscire dall’inferno del carcere nel 1983 a suo padre, allora sottosegretario e ministro.

I fascicoli R.I.D (Riparazione per ingiusta detenzione) liquidati negli ultimi 20 anni dal ministero dell’Economia sono 22.689, per un totale di 567 milioni, 744 mila, 479 euro e 12 centesimi. E’ l’ammontare totale dei risarcimenti andati a chi è stato sottoposto a custodia cautelare e poi prosciolto.

Nella geografia delle città le cui Procure hanno dovuto risarcire di più spiccano Catanzaro e Palermo. Nella prima, da gennaio a giugno 2014 i fascicoli Rid presentati sono stati 65, liquidati con 2 milioni e 303 mila euro (è di circa 700 euro la cifra media dei risarcimenti al giorno). A Palermo, nello stesso periodo, 35 i casi i casi di ingiusta detenzione, con un risarcimento pari a 2 milioni, 790 mila e 476 euro. Segue Napoli, dove nel 2014 sono state sinora risarcite 48 persone con 1 milione e 200 mila euro. Tra le città più virtuose, e quindi dove gli errori giudiziari sono minori, spiccano piccoli centri, quali Perugia e Trento.

“Sono numeri che non raccontano – spiega Costa ancora al Corriere della Sera – le storie umane e i drammi di chi ha dovuto conoscere il carcere a causa dell’errore, o quanto meno della superficialità di un pm o di un gip”.

Costa annuncia la proposta di “avviare una commissione ministeriale per monitorare gli errori e le leggerezze che sono all’origine dei risarcimenti”.