Non abbiamo mai discusso di assessorati e sarei lusingato se lui fosse pronto a questa scelta, perché gli uomini vanno rispettati sempre”. Con queste parole il presidente della Regione Crocetta torna sulla possibilità di Antonio Ingroia assessore in previsione del rimpasto di governo.

“Con Ingroia abbiamo avuto sempre un rapporto leale, basato su un comune obiettivo: lottare contro la mafia e il malaffare. Non abbiamo avuto mai intrighi né accordi sotto banco, perche né lui né io siamo capaci di fare questo”, afferma il governatore, che precisa: “Ingroia è anche l’uomo delle inchieste sulle stragi che ha fatto condannare centinaia di mafiosi, come tanti altri magistrati che combattono la mafia. Nessuno può permettersi di denigrare quel lavoro, come ho sempre rispettato il lavoro che il Pm Marino ha fatto da magistrato”.

La presunta nomina del leader di Azione Civile era stata al centro di polemiche da parte del presidente dell’Udc Gianpiero D’Alia, il quale aveva parlato di incompatibilità rispetto a “una coalizione che ha deliberatamente escluso la sinistra radicale dall’alleanza di governo della regione”.

Alcuni partiti – continua Crocetta – non fanno nomi, pretendono di deciderli da soli in contrasto con quanto è avvenuto negli ultimi 10 anni nella politica italiana, pretendono di dare diktat e censurare non i miei atti concreti di governo, ma persino il mio inconscio. C’è qualche partito che può dire di aver ricevuto da me sollecitazioni sul possibile gradimento di qualche assessore in giunta? Perché allora intervenire preventivamente, si vuole forse alimentare lo scontro per rendere impossibile qualsiasi soluzione?”.

Il riferimento è a Vladimiro Crisafulli e alla posizione del Pd che, per bocca del segretario Fausto Raciti, ha annunciato che al vertice di maggioranza di lunedì non presenterà una rosa di nomi.

“Capisco che l’ultimo rappresentante del PCUS in Italia vive ad Enna, però quell’uomo non può più dettare l’agenda politica. E’ un dirigente del Partito Democratico va considerato, non mi sono mai caratterizzato per particolari scontri con il medesimo, però lui rispetti il presidente, non Rosario Crocetta, ma il presidente della Regione Siciliana”, conclude il governatore.