Il web fa parte ormai della nostra vita, si sà, ma per il Sud del Bel Paese la corsa alla tecnologia è ancora troppo lenta. Si avvia infatti, questa settimana, come riportato dal Corriere della Sera, una nuova gara per le regioni del Mezzogiorno.

Lo sviluppo della velocità della rete, invece, arranca. L’Italia è agli ultimi posti nei confronti internazionali sulla banda larga e ultralarga. Siamo in ritardo rispetto all’Agenda digitale europea, che prevede la copertura per il 2013 dell’intera popolazione con la banda larga, cioè con connessioni superiori a 3o Mbps (Megabit per secondo) e di arrivare entro il 2020 alla banda ultralarga (100 Mbps) per almeno il 50% della popolazione. Il traffico dati crescerà, nei prossimi cinque anni, del 360%, secondo il rapporto dell`istituto I-com, che ha tra i soci tutte le maggiori società del settore. Il governo Monti ha recentemente firmato con le Regioni del Sud un accordo per accelerare l`utilizzo dei Fondi strutturali comunitari e un «Piano d`azione-coesione» che prevede, tra l`altro, tre progetti:

1) Azzeramento del digital divide, incrementando la velocità di accesso ad Internet ad almeno 2 megabit per tutti i cittadini e le imprese del Sud.

2) Incremento, entro il 2020, della velocità di accesso a Internet oltre Zoo megabit per il 5o% dei cittadini e per il 100% della popolazione a 30 megabit (in ritardo rispetto all`Agenda europea). Sono previsti investimenti per 254 milioni di euro nel Mezzogiorno che si aggiungono ad altri 288 milioni già impegnati da Sicilia, Sardegna e Campania.

3) Digitalizzazione completa della pubblica amministrazione per rendere fruibili on line tutti i suoi servizi. Verranno spesi altri 161 milioni, in particolare nel Sud. L’obiettivo è quello di digitalizzare del tutto la pubblica.

Il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, insieme con il collega della Coesione, Fabrizio Barca questa settimana sarà lanciato il quarto bando di gara nell`ambito del «Piano nazionale per la banda larga», per un investimento di 95 milioni di euro finalizzato a portare la connessione veloce a 358 mila cittadini residenti in Sicilia, Basilicata, Campania, Marche, Molise, Lazio, Toscana, Veneto e Sardegna.

Il recente rapporto Istat ci ha intanto ricordato che nel 2011 meno della metà delle famiglie ha una connessione veloce: il 45,8%, un valore che scende al 37,5% nel Sud. Senza lo sviluppo della banda larga l`Italia è «sull`orlo della recessione in serie B», ha detto lo scorso giugno il presidente dell`autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, nella relazione annuale al Parlamento. Per capire quanta strada resti da fare, basti dire che la quota di collegamenti veloci (nemmeno velocissimi), cioè quelli oltre i io megabit al secondo, è pari all`8% del totale.