Il Movimento 5 Stelle di Catania torna in piazza per proporre l’intitolazione di una strada del capoluogo etneo al magistrato palermitano Rocco Chinicci, ucciso nel 1983 dalla mafia.

Promotore dell’inziativa e della raccolta firme per intitolare una strada al giudice è l’attivista di M5s, Gianni Coppola (nella foto).

A che punto è l’evento?

“Abbiamo abbondantemente raggiunto il numero necessario per fare la richiesta all’ufficio competente del Comune di Catania, ma non ci siamo però solo limitati solo a questo. Abbiamo pensato anche ad altre iniziative per commemorare il giudice Chinnici, come una fiaccolata in piazza Università lo scorso 29 luglio e il prossimo 28 settembre dalle ore 16,00 il convegno “La via dell’Antimafia”al palazzo Platamone al quale parteciperanno il procuratore di Catania, Giovanni Salvi e il pm Nino Di Matteo, dove presenteremo le firme al sindaco di Catania”.

Il suo interesse nel parlare i mafia è sempre alto perché?

“Credo che la mafia trovi forza e linfa vitale nell’anonimato,nel silenzio dei cittadini, inteso come il risultato della paura della mancanza di fiducia negli organi investigativi e in una dubbiosa azione repressiva. La mafia a differenza di altri fenomeni criminali ha una grande capacità di adattamento e di mimetizzazione con il tessuto sociale ed economico che la rende inviolabile. Chinnici grazie al suo intuito capì tutto questo, pagando con la vita, ancora oggi le tecniche di lotta alla mafia si rifanno del suo operato”.

In quale maniera?

“A parte l’invenzione del pool antimafia, la sua genialità consiste nel capire l’interdipendenza delle famiglie mafiose , che gli ha permesso di unificare le indagini con la conseguenza di scambiare informazioni e dati. Non tralasciando anche un fenomeno importantissimo nella lotta alla mafia che è quello del connubio tra mafia e colletti bianchi cioè il riciclaggio del denaro illecitamente guadagnato, attraverso l’imprenditoria e i meccanismi bancari”.

Catania come rientra in questo?

“Credo che la seconda città dell’isola non possa non ricordare la figura di Rocco Chinici, la Catania ove tutt’ora la mafia è presente in maniera massiccia in tutte le sue sfaccettature. Quindi l’antagonismo alla mafia esige anche di queste manifestazioni dove per non dimenticare la lotta dobbiamo ricordare la memoria dei caduti per non fare cadere nell’oblio soprattutto le loro idee perché un popolo che dimentica è destinato alla sconfitta eterna”.