“Io ho una resistenza al dolore inimmaginabile quindi non si illudano che me ne vada. Non ho la maggioranza ma resto lo stesso qui a lavorare. Non ho imprese, non ho interessi personali. Usciró da qui nudo come sono entrato”.
Crocetta cita il Don Chisciotte di Cervantes in aula all’Ars nel riferire sulla crisi del suo governo.

“Non credo che in Parlamento e in politica – tuona – ci siano dei santi e quindi non mi definisco tale ma intendo governare come un santo”.

Dopo aver affrontato tutti i temi dello scibile umano, dalla no fly zone in Libia fino ai rapporti fra euro e dollaro Crocetta, arriva alla questione morale.

“E’ intollerabile pensare che qualcuno vuole denunciare me, antimafioso per eccellenza, per voto di scambio per la nomina di un assessore. Qualcuno è arrivato a dire che ho comportamenti mafiosi. Siamo in una Regione dove tutti sembrano candidati a presidente della Regione ma le elezioni sono fra tre anni“.

Crocetta attacca poi Orlando: “Ci sono sindaci in crisi di consenso che non riescono a dare risposte ai loro cittadini che urlano e chiedono il commissariamento della Regione sperando di distrarre e di avere una corsia preferenziale per la candidatura”.

Poi, una precisazione: “Le mie posizioni possono non piacere ma sono le legittime posizioni di un presidente eletto dal popolo. Mi attacca più la maggioranza perché legittimamente che l’opposizione”

Crocetta lancia fra le righe l’idea di un patto per la Sicilia. Insomma larghe intese se la maggioranza non torna a mettersi in linea.