“Da anni chiediamo di tirare fuori l’Ircac dalla palude di un commissariamento che non trova giustificazione alcuna e che per questo abbiamo sempre considerato illegittimo”. Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative Sicilia, interviene sulla vicenda del commissariamento dell’Ircac, l’istituto regionale per il credito alla cooperazione.

“E’ facile comprendere che un commissariamento immotivato e prolungato negli anni non può che generare una situazione di precarietà che rischia di compromettere la funzionalità dell’Ircac e risultare deleterio per le cooperative. In tal senso non possiamo che condividere l’iniziativa del deputato Mangiacavallo che sulla questione ha formalmente interpellato l’Ars”.

Da undici anni, contro ogni previsione del legge, l’istituto è governato da un commissario.
E per quattro anni è stato privo anche del Collegio dei Revisori. Troppo per il mondo delle cooperative; un mondo di imprese che non delocalizzano, che continuano a investire e a creare occupazione in Sicilia e che si aspettano risposte veloci e concrete alle loro domande di sostegno creditizio. Quelle stesse cooperative che, negli anni di crisi, dal 2008 al 2014, hanno fatto crescere, in controtendenza, l’occupazione del 4,5%

“Ribadiamo al Governo e all’Assemblea – continua Mancini – la richiesta di guardare con attenzione alle cooperative e ai loro soci. Si ristabilisca la gestione ordinaria dell’Ircac, prevista dalla legge e dallo statuto, e si affidi immediatamente al Consiglio di Amministrazione il compito della redazione di un piano industriale che permetta all’istituto di dare risposta, con puntualità e trasparenza, alle problematiche attuali delle cooperative siciliane continuando a svolgere il ruolo virtuoso per il quale esso è stato immaginato e costituito”.