Boom improvviso ed imprevisto degli export italiani nel primo trimestre 2014.  I dati Istat diffusi oggi mostrano una Italia, che a dispetto di tutto, tenta di ripartire ma un Sud a due velocità con Regione lanciate e altre che restano ferme ed una Sicilia in controtendenza assoluta con una continua perdita di capacità di produzione per l’export.

Nel primo trimestre 2014, a tirare al nord è soprattutto il Piemonte (+6,9%) seguito dall’Emilia-Romagna (+5,9%) e da un timido segnale più del Veneto (+2,7%). Ma a tirare nel centro sud è soprattutto la Puglia (+18,1%) seguita dalle Marche (+10,5%). sono proprio loro le regioni che contribuiscono maggiormente a sostenere l’export nazionale.

In forte espansione, secondo l’Istat, risultano anche le vendite all’estero di Friuli-Venezia Giulia (+7,3%), Abruzzo (+5,4%) e Bolzano (+4,8%). Per la Lombardia la dinamica è praticamente stazionaria.

Le peggiori performance vengono dalla marcata flessione delle vendite all’estero di Basilicata (-21,0%), Molise (-19,8%) e Calabria (-11,6%).

Le note dolenti vengono poi dalle isole. Sicilia (-15,6%) e  Sardegna (-18,1%) mentre il segno negativo al nord tocca anche alla Toscana (-4,6%). Queste tre regioni contribuiscono alla contrazione dell’export nazionale. Contrazioni minori per altre regioni che mostrano contributi negativi. Si tratta di Lazio (-1,2%), Liguria (-1,7%) e Umbria (-2,9%).

Non si discostano molti i dati che riguardano le vendite italiane all’interno della sola zona euro. Nel corso del primo trimestre 2014, Emilia-Romagna (+9,4%), Lombardia (+3,2%), Veneto (+5,2%) e Piemonte (+5,9%) sono le regioni che contribuiscono maggiormente all’aumento delle vendite verso i paesi Ue (+4,4%).

Le perdite in Europa vedono la Sardegna triste prima (-31,3%), e la Sicilia un po meno triste ma sempre seconda in contrazione (-13,3%)  con la Toscana ancora terza (-2,7%).