Sono molte le istituzioni culturali siciliane a rischio di sopravvivenza dopo i tagli di fondi stabiliti con la Finanziaria ter, approvata dall’Ars la scorsa settimana in un clima di scontri e accuse tra i vari esponenti politici.

Il “Coordinamento delle istituzioni culturali” si è riunito ieri nei locali dell’Istituto Gramsci Siciliano, a Palermo, per discutere del futuro. Nel corso dell’incontro è stata approvata una risoluzione. Questo il testo:

“Con la finanziaria-ter approvata dall’Assemblea Regionale il 1° agosto 2014, la Regione siciliana ha in pratica restaurato la Tabella H, finanziando direttamente un coacervo di istituzioni senza alcun criterio né tipologico né qualitativo, e rinviandone altre ad un bando: una procedura più obiettiva che, adottata per tutte nel 2013, anche su indicazione delle sottoscritte istituzioni, è rimasta in vigore soltanto un anno.

All’interno delle sole istituzioni culturali, non si comprende in base a quale principio di imparzialità alcune siano state favorite con il finanziamento diretto ed altre invece danneggiate con il rinvio al bando: perché le prime accederanno immediatamente al contributo, mentre le altre, ammesso che lo ottengano, disporranno, nella migliore delle ipotesi a fine dicembre, della graduatoria e della cifra deliberata (come nel 2013), con obbligo di rendicontazione a fine anno: il che equivale a vanificare il senso stesso di un sostegno ad attività culturali che per essere tali hanno bisogno di essere programmate con molto anticipo.

Vedrà il Commissario dello Stato se tale arbitraria disparità di trattamento, sottratto “a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione”, non costituisca motivo di impugnativa: nel momento in cui istituzioni che, nella graduatoria approvata dal Governo nel dicembre 2013, occupavano posizioni di media classifica, vengono ora dichiarate “particolarmente meritevoli” e perciò inserite in un percorso privilegiato; mentre altre, giudicate appena sei mesi fa dallo stesso Governo assai più meritevoli, vengono rinviate al bando.

Per la parte che compete loro, le sottoscritte Istituzioni, tutte rinviate al bando, proprio in vista della possibilità di svolgere i propri compiti di promozione culturale, chiedono al Governo della Regione:
a) che siano ridotte al minimo (al più, entro i 30 giorni) le procedure per l’assegnazione delle risorse;
b) che del contributo eventualmente erogato si consenta all’Istituzione beneficiaria di usufruire immediatamente, già nel 2014, dell’80%, e della restante parte a rendicontazione avvenuta: e ciò per consentire un minimo di programmazione.

Il coordinamento manifesta inoltre la disponibilità a collaborare (con 3 suoi rappresentanti) o ad essere ascoltato dai funzionari dell’Assessorato competente nella definizione dei requisiti richiesti dal bando. Le sottoscritte Istituzioni riaffermano l’urgenza che il Parlamento siciliano provveda, in tempi brevi, a dotarsi, come quello nazionale, e le altre Regioni, di una legge sugli istituti culturali, che è il solo strumento capace di assicurare lo sviluppo della cultura sottraendo le istituzioni migliori all’annuale “dialettica” trattativista”.

La risoluzione è stata firmata da Salvatore Nicosia, Presidente Istituto Gramsci Siciliano; Franco Nicastro, Presidente Fondazione Mandralisca; Vito Lo Monaco, Presidente Centro di studi ed iniziative culturali “Pio La Torre”; Enzo Lauretta, Presidente Centro nazionale studi pirandelliani; Giovanni Ruffino, Presidente Centro studi filologici e linguistici siciliani; Emilio Messana, Presidente Fondazione Leonardo Sciascia; Vincenzo Rotolo, Presidente Istituto di studi bizantini e neoellenici; Giorgio Chessari, Presidente Centro studi Feliciano Rossitto; Nicola Cipolla, Presidente Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica in Sicilia; Rosanna Pirajno, Presidente Fondazione Salvare Palermo; Giovanni Guarino Amella, Presidente Fondazione Giovanni Guarino Amella; Antonio Vitellaro, Presidente Società Nissena di Storia Patria; Guglielmo Calderone, Direttore Centro siciliano Sturzo; Gianfranco Amenta, Presidente Fondazione Costa; Giuseppe Benedetto, Presidente Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella.