Ad essere positivi, rimettersi in forma per l’estate non è mai stato così facile. Se la crisi non cede il passo, sempre più italiani stringono la cinghia dicendo addio agli sfizi e diminuendo l’acquisto di beni di prima necessità.

L’attuale panorama tracciato dall‘Indicatore dei Consumi Confcommercio (Icc) descrive un generalizzato calo dei consumi, dai beni e servizi per la mobilità (-8,5% nell’ultimo trimestre) a quelli ricreativi (-5,6%), fino ad alimenti e bevande (-3%). Per non parlare dei pasti e consumi fuori casa, che perdono un ulteriore 2,8% confermando un trend negativo che dura ininterrottamente da ormai un quinquennio. I ristoranti segnano un -5%, le pasticcerie -11%, mentre cresce il numero di famiglie italiane (13,8 milioni) che si recano nei discount per la spesa di tutti i giorni.

“Il dato più rappresentativo di questa crisi – commenta preoccupato il Codacons – è l’ennesimo crollo degli acquisti degli alimentari, voce che comprende più di ogni altra i beni di prima necessità e che in quantità, su base tendenziale, registra a marzo un meno 3%”.

Anche la Confederazione italiana agricoltori (Cia) segnala il dato allarmante che segna un peggioramento nella qualità della vita degli italiani: “Ospite fissa nelle case degli italiani, la crisi costringe 16 milioni di famiglie a ‘tagliare’ su sanità e cibo, riducendo i volumi della spesa alimentare. In questo scenario, il superfluo diventa un lusso per pochi”.

Gi.Co.