Chi può dire il contrario? Siamo italiani e siamo anche riconosciuti con una citazione che è ormai impressa nel bagaglio culturale comune: siamo un popolo “di eroi, santi, poeti, artisti, navigatori, colonizzatori, trasmigratori”. Eppure il dittatore Mussolini che la pronunciò per la prima volta, dimenticò che noi italiani siamo anche un popolo di parrucchieri e barbieri.

Non sembri strano. L’acconciatura per le donne nacque nell’antica Roma: le matrone, dopo la toeletta, chiamavano le schiave perché lavorassero ai loro capelli per ore, componendo strani ricci che riempivano la testa – e innalzavano la statura delle nobildonne di diversi centimetri. Persino l’importante letterato Giovenale le prese bonariamente in giro in una delle sue opere, consegnandole alla Storia. Senza dimenticare che Figaro, il più comune nome che si affibbia ai barbieri, è stato coniato da Giocchino Rossini, nell’indimenticabile opera Il barbiere di Siviglia. È Storia, quella con la S maiuscola: italiani, un popolo anche di parrucchieri e barbieri.

A duemila anni e poco meno di duemila chilometri dalla Roma antica di Giovenale, a Rosolini, in provincia di Siracusa, la società Alètheia, ente di formazione regionale, con sede a Mazzarrone, ha formato e preparato all’integrazione nel mondo del lavoro quattordici tra uomini e donne, disoccupati e sotto i trent’anni, cittadini italiani e non, alla professione di acconciatori. Un lungo corso durato più di un anno: 120 ore di didattica teorica in aula e oltre 1700 di attività pratica, consentita grazie al supporto diretto di sei aziende che hanno partecipato al progetto. Mentori e tutor aziendali hanno accompagnato i giovani nuovi acconciatori e li hanno seguiti nel lungo e proficuo percorso formativo.

Un attestato di frequenza, alla conclusione del corso, attesta la validità del percorso di formazione. Potrebbe sembrare poco. Eppure nell’Italia dove è più facile trovare un’auto blu per la strada che un lavoro, è un passo. Un primo, è vero. Ma ai giovani partecipanti è rimasto più che il solo sorriso sulle labbra. Adesso portano con se anche un discreto bagaglio di professionalità