L’emendamento è inammissibile. Finisce prima di cominciare la storia dell’agenzia unica per i precari. L’idea di Davide Faraone viene bocciata a Roma oltre che a Palermo e scoppia la bolgia.

“Un comportamento gravissimo, a Roma come a Palermo – dicono il segretario generale della Cisl Fp, Luigi Caracausi, e il segretario di categoria, Paolo Montera, – da sempre rivendichiamo la necessità di affrontare la questione per tempo, cosa disattesa anno dopo anno. Ancora una volta 100.000 siciliani passeranno un Natale nel segno dell’incertezza, nell’indifferenza e nel cinismo dei governi regionale e nazionale. L’inammissibilità dell’emendemento dimostra ancora una volta l’approssimazione e la superficialità con cui viene affrontata la questione. Crocetta e Renzi – concludono i due sindacalisti – la smettano di litigare per mere beghe politiche e corrano adesso ai ripari”.

“Vorremmo conoscere la ragione vera per cui è stato dichiarato inammissibile dalla Commissione Lavoro della Camera l’emendamento sui precari siciliani – dice, invece, Michele Pagliaro della Cgil –  considerato che, in un modo ‘pilatesco’ tipico di questo governo, non  prevedeva nessun costo aggiuntivo per lo Stato”.

“La Cgil non ha mai pensato che quell’emendamento fosse risolutivo del problema del precariato siciliano. A esso hanno del resto fatto sfondo- rileva- le note dichiarazioni del sottosegretario Davide Faraone che, da responsabile del welfare del Pd , ha detto che bisognava fermare le finte o impossibili stabilizzazioni e che si doveva aprire il mercato dei servizi pubblici ai privati incentivando il trasferimento dei precari nelle aziende”.  Pagliaro sottolinea che “non si poteva certo pensare che a fare la differenza sarebbe stata un’Agenzia del Lavoro in più che così  che com’è immaginata sarebbe solo l’ennesimo carrozzone foriero di prebende e costi impropri della politica. Il fatto concreto, oggi – dice il segretario della Cgil Sicilia- è che dopo oltre un quarto di secolo, siamo difronte a lavoratrici e lavoratori in molti casi indispensabili per gli Enti Locali e per la Pubblica Amministrazione ai quali occorre dare risposta immediata”.

“L’idea dell’Agenzia non ci è mai piaciuta – dice invece il segretario generale di Fp Cgil Sicilia – l’inammissibilità dell’emendamento dimostra che abbiamo anche fare con dilettanti allo sbaraglio, bravi solo a fare propaganda”.

“Diciamo un netto no a nuovi carrozzoni — aveva detto Palazzotto — abbiamo già visto il risultato di queste esperienze con la Gesip a Palermo. I lavoratori precari vanno inquadrati all’interno delle piante organiche dei Comuni, senza creare nuove agenzie legate alla politica”.

Anche il senatore siciliano del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Giuseppe Compagnone attacca “il sottosegretario Faraone, che minimizza quanto accaduto in Commissione alla Camera, ha venduto la pelle dell’orso prima di averlo preso”.

“Sarebbe stato intelligente, da parte del governo – rileva Compagnone -, aprire fin da subito un confronto su questo argomento con tutta la classe politica siciliana: avremmo consigliato di delegare ai Comuni e agli altri enti locali, come le Asi, la revisione delle piante organiche ottenendo così il doppio risultato di migliorare le condizioni degli enti locali stessi inserendo personale formato e stabilizzare definitivamente i precari. Inserendo, poi, eventualmente, i lavoratori in esubero all’interno dell’Agenzia che lo stesso sottosegretario proponeva. In questo modo, l’Agenzia sarebbe potuta essere un semplice bacino da cui attingere per ridistribuire il personale su altri territori. Tutto questo con un accordo serio sarebbe stato più che fattibile e deve esser fatto. Invitiamo dunque il sottosegretario Faraone e il governo ad aprire un dialogo serio con tutti i politici siciliani e l’amministrazione regionale per trovare una soluzione condivisa a questo annoso problema”.