Miele, al secolo Manuela Paruzzo, cantautrice nissena approdata al Festival di Sanremo 2016 “nuove proposte” con il brano “Mentre ti parlo” (uscita prevista per gennaio 2016), si esibirà live martedì 29 dicembre sul palco del Teatro Regina Margherita di Caltanissetta (Corso Vittorio Emanuele II, 1 – ore 21:00 – ingresso libero fino ad esaurimento posti) in occasione della serata musicale “La Quarta Luna”, organizzata dalla Quinta Commissione Consiliare e dall’assessorato Creatività e Cultura di Caltanissetta, con la direzione artistica di Andrea Marchese.

L’artista siciliana dividerà il palco con Colapesce, cantautore siciliano alla ribalta in tutta Italia e reduce dal successo del suo ultimo album e Vincent Butter, duo siculo-marchigiano, ricercatori musicali, intimi e spensierati suonatori.

Miele, affascinata dal mondo del blues e del rock, è fin da subito influenzata dalle voci di Janis Joplin, Nick Cave e Tom Waits. Ma rimane fortemente legata alla musica italiana e ai cantautori “immortali” in particolar modo a Lucio Dalla, Ivano Fossati e per quanto riguarda le grandi interpreti a Mia Martini.

Miele nasce a Caltanissetta il 13 maggio del 1989. Ragazza dallo stile raffinato ed elegante e dal carattere determinato e grintoso, ha da sempre avuto un legame con la musica molto intenso tanto da decidere, all’età di 23 anni, di trasferirsi a Milano e iscriversi al CPM Music Institute dove frequenta i corsi di canto, piano complementare e song writing e studia con i maestri Andrea Rodini (scopritore e produttore di Renzo Rubino) e Giuliano Lecis. Dopo tante esibizioni, festival, concorsi e premi (Festival di Caltanissetta; Festival dei Due Mondi”di Spoleto; “Premio Siae alla Creatività” rassegna “Milano per Gaber” solo per citarne alcuni), nel 2015 vince il concorso “Area Sanremo” e viene selezionata per partecipare al FESTIVAL DI SANREMO 2016 sezione Giovani.

La caratteristica che rende unica la cantautrice siciliana è la sua voglia di non rinunciare mai a dedicare il suo tempo a fare la musicista di strada: “Cantare fra la gente a ridosso di una chiesa, una piazza o un portico antico è uno degli esperimenti che qualunque musicista dovrebbe concedersi. Il contatto con la gente è talmente intenso da diventare quasi fisico”, racconta Miele.