“L’Etna non si può vietare”. È lo slogan che scelto dal Comitato “Etnalibera”, costituito da associazioni, operatori e singoli cittadini, accomunati dall’idea di eliminare ogni divieto alla libera fruizione dell’area sommitale e delle manifestazioni eruttive del vulcano. Al momento, infatti, la zona sommitale è vietata e possono accedervi solo i mezzi di soccorsi ed il personale tecnico.

Domani sera a Nicolosi, Etnalibera presenterà a cittadini, deputati, sindaci e istituzioni, il documento-petizione con il quale chiede il superamento dell’attuale modalità di fruizione dei crateri sommitali e dei fenomeni vulcanici che impedisce ai liberi escursionisti e ai turisti di recarsi in vetta, a fronte di una crescente richiesta di visita dei luoghi più affascinanti dell’Etna, da due anni Patrimonio UNESCO, con la conseguenza che risultano pesantemente penalizzate anche le attività economiche legate al turismo.

Attualmente l’unico modo di accedere all’area sommitale è quello di rivolgersi alle guide autorizzate, ma anche queste, a causa degli stringenti criteri imposti dai regolamenti, per lunghi periodi non riescono a condurre in vetta gli escursionisti per via dei rigidi divieti imposti al variare dei parametri vulcanologici monitorati, anche in presenza di fenomeni insignificanti.

Una battaglia che per Etnalibera è anche di carattere etico, in quanto la natura non si può vietare e che penalizza solo l’Etna, poiché mai verrebbe in mente ai governanti di chiudere le Alpi o l’Everest, nonostante siano spesso teatro di gravi incidenti.

La serata di venerdì verrà aperta dalla proiezione del corto di Antonio De Luca “Emozioni dal vulcano”. Illustrerà il documento di Etnalibera Sergio Mangiameli, mentre Giuseppe Riggio andrà al cuore del problema intervenendo su: “Perché l’Etna non si può vietare”.

In seguito verrà data la parola agli addetti ai lavori, ai sindaci e ai deputati nazionali e regionali e ai senatori (invitati all’incontro tutti gli eletti nei collegi che includono il territorio etneo) che hanno manifestato l’intenzione di favorire il superamento delle restrizioni.

Nel corso della serata verrà proiettato il video realizzato da Giuseppe Distefano (Etna Walk) intitolato “Etna Libera” che raccoglie le opinioni espresse a 2.900 metri d’altitudine, al limite della zona “chiusa, da alcuni escursionisti stranieri intervistati sui divieti in area sommitale. Chiuderà la serata il cortometraggio “Iddu” di Klaus Dorschfeldt.

“Con la proposta elaborata al suo interno e recapitata alla deputazione regionale e nazionale e alla rappresentanza senatoriale – dichiarano i portavoce di Etnalibera Sergio Mangiameli e Giuseppe Riggio –, il comitato chiede di ritornare allo stato precedente l’emanazione del regolamento di fruizione, datato 2013, in quanto l’esperienza di governo diretto della Protezione Civile non risponde alle prerogative della stessa, oltre che essere un evidente freno allo sviluppo economico e culturale di un bene Patrimonio dell’Umanità”.

I portavoce di Etnalibera hanno chiesto ai rappresentanti delle forze politiche di dare un proprio contributo alle richieste del comitato per giungere ad una nuova regolamentazione, “in nome dei montanari e delle attività economiche evidentemente penalizzate da questa situazione”.

Sulla questione Concetta Raia ha presentato una interrogazione parlamentare all’ARS, e dicono gli esponenti di Etnalibera “apprezziamo le posizioni assunte dalla Presidente del Parco dell’Etna Marisa Mazzaglia, che ha condiviso la nostra petizione, e dal Direttore della Fondazione UNESCO Sicilia Aurelio Angelini che auspica l’apertura delle aree precluse ai visitatori”.

Domani sarà presente un banchetto per raccogliere le firme in calce al documento-petizione, che può essere firmato anche on line tramite il link http://firmiamo.it/riaprire-agli-escursionisti-l-area-sommitale-dell-etna.