Doveva essere una udienza pubblica ma si è trasformata in una audizione ‘camerale’ ovvero a porte chiuse. I giudici delle sezioni riunite di controllo della corte dei Conti per la Sicilia hanno ascoltato per tutta la mattina l’assessore regionale alla sanità Baldo Gucciardi e quello all’economia Alessandro Baccei e rifatto tutti i conti con il ragioniere generale della Regione, i dirigenti generali di tesoro e Finanze, e dei quattro dipartimenti che sono autorità di spesa di fondi comunitari.

Il risultato è che i conti non tornano. Per assurdo sono corrette le pessimistiche previsioni di Baccei enunciate in aula all’Ars e riportate dalla stampa. Mancano all’appello 500 milioni di euro di entrate nel 2015 e dunque già a fine mese la cassa regionale sarà vuota. Si tratta di 220 milioni di euro in meno di Irpef sulle buste paga degli dipendenti pubblici (lo Stato ha spostato a  Latina l’elaborazione delle buste paga e incassa direttamente l’Irpef mentre la compensazione assegna alla Sicilia risulta inferiore di 200 milioni rispetto alle previsioni). Mancano, poi, introiti derivanti dall’Iva e dalle tasse automobilistiche (230 milioni i primi,m circa 70 i secondi).

Il nuovo buco da 500 milioni di euro (o poco meno) paralizza la spesa e potrebbe bloccare i trasferimenti agli Enti locali che potrebbero non poter pagare più gli stipendi ai comunali a novembre e dicembre, ma potrebbe venir meno anche la quota diu cofinanziamento regionale alla spesa comunitaria che bloccherebbe la rendicontazione dell’ultima spesa impegnata. La Corte dei Conti ha, dunque, contestato questa scelta così come quella di bloccare il co-finanziamento della spesa comunitaria in scadenza.

Nel mirino della Corte durante le audizioni a porte chiuse, secondo quanto si apprende informalmente, ci sarebbe la manovra di assestamento di bilancio che nell’accantonare 100 milioni di euro, mette in bilancio nuove spese soprattutto per precari e forestali. Complessivamente la manovra sblocca 38 milioni di euro da destinare ai Comuni, quasi 14 milioni per l’assessorato alla Salute, un milione e 600 mila euro per ex province, fondi per Aras, Corfilac. Per i teatri arrivano 2,5 milioni in più. Particolare attenzione era posta ai 9 milioni per i forestali che sono stati confermati mentre è stato ridotto a 6 milioni e mezzo lo stanziamento per gli ex Pip. Confermati anche i 4 milioni per i cantieri di servizio. Incrementato il fondo in favore dei consorzi di bonifica di 1 milione 125 mila euro. Fondi anche alla Sas per stipendi e straordinari per il personale dei musei.

Complessivamente le tre voci che riguardano i precari impegnano quasi 20 milioni di euro che, secondo la Corte, sarebbero dovuti andare altrove ad iniziare dai Comuni. Non ci sarebbe, invece, nuova spesa in sanità dove le nuove assunzioni sarebbero coperte da scoperture del sistema, fondi per l’emergenza urgenza e comunque non supererebbero la spesa per il personale concordata col ministero

Al termine la Corte si è riservata la decisione anche alla luce delle ammissioni dell’assessore Baccei ma è probabile che contesti in parte i conti regionali e questo avrebbe tre effetti: in primo luogo l’esigenza di una nuova manovra sul bilancio 2015 che taglierebbe la spesa corrente immediatamente per far quadrare di nuovo i conti con evidente sofferenza per l’intera regione; in secondo luogo la revisione di ogni previsione per il 2016 nel cui bilancio di previsione bisognerebbe valutare anche questa perdita e, infine, porrebbe le basi per una eventuale nuova impugnativa del bilancio 2015 da parte di Roma.