“Non luogo a procedere” per i 44 ex consiglieri provinciali di Catania. E’ quanto deciso dalla sezione giurisdizionale per la Regione Sicilia della Corte dei Conti che ha assolto gli esponenti del Consiglio provinciale in carica nel 2011 e nel 2012, che erano indagati per presunte irregolarità in rimborsi in missioni e acquisti per complessivi 486mila euro.

La Corte è pervenuta alla sentenza dopo aver riconosciuto non soltanto il fine istituzionale delle spese sostenute ma, anche, il pieno rispetto del quadro normativo di riferimento.

Secondo i giudici contabili “non può ritenersi raggiunto” un avanzato “livello di definizione di fattispecie della responsabilità amministrativa”.

Il collegio, presieduto da Luciana Savagnone, ha sottolineato come “l’apprezzamento dell’elemento soggettivo può utilmente essere compiuto soltanto quando sia positivamente accertata la sussistenza di una condotta causativa di un danno erariale“, che nel caso in questione, rileva la Corte dei conti, “pero’, non ricorre”.

Anche perché, si legge nella sentenza, “appare indubbia la riconducibilità delle condotte contestate ad una tipica attivita’ predicabile come discrezionale”.

“La mancanza di un indispensabile requisito della fattispecie della responsabilità amministrativa – chiosano i giudici nel disporre il ‘non luogo a procedere’ – rende superfluo ogni altro approfondimento.

Sul pronunciamento dei giudici delle Corte dei Conti è già intervenuto con una nota l’ex consigliere Gianluca Cannavò: “Ho sempre agito nel rispetto della Legge e la sentenza di oggi lo conferma. Ringrazio i miei legali, gli avvocati Alberto Grasso ed Enrico Pistone per avere sostenuto le ragioni di correttezza e di trasparenza che mi hanno sempre contraddistinto. Il tempo è sempre galantuomo”.