Il caso di Antenna Sicilia, la storica emittente televisiva regionale che ha annunciato licenziamenti, si sposta sul tavolo dell’assessorato regionale al lavoro.

L’assessore Bruno Caruso ha, infatti, ricevuto la delegazione sindacale, composta da SLC-Cgil, Fistel-Cisl e Associazione siciliana della stampa, che ha condotto la trattativa con l’azienda, conclusasi due giorni addietro con un mancato accordo tra le parti. Alla riunione, un incontro informale, erano presenti anche un gruppo di lavoratori.

Sige, la società editrice di Antenna Sicilia, ha infatti rifiutato di prendere in considerazione le ipotesi del sindacato di far continuare la produzione di tg e spettacoli per salvare i posti di lavoro e mantenere in via il più prestigioso marchio dell’emittenza televisiva privata siciliana.

Intanto anche il mondo politico è sceso in campo nel tentativo di scongiurare l’ennesimo taglio di una parte del panorama dell’informazione televisiva siciliana.

I deputati nazionali del Pd, eletti in Sicilia, Anzaldi, Albanella, Amoddio, Berretta, Burtone, Cardinale, Greco, Gullo e Zappulla hanno chiesto l’intervento del governo nazionale e del ministero del Lavoro perché “venga posto in essere ogni tentativo utile per scongiurare i licenziamenti e tutelare le professionalità e il brand, della prestigiosa emittente siciliana”.

Un altro appello è stato lanciato dal sindaco di Catania, Enzo Bianco in cui chiede alla proprietà che “Antenna Sicilia continui a vivere, non limitandosi a sopravvivere. Invito la proprietà a riconsiderare la proposta dei sindacati di concedere il ‘working buy out’ e sono pronto a coinvolgere le forze produttive catanesi”.

L’azienda ha annunciato la soppressione dei telegiornali e dei programmi di intrattenimento col conseguente licenziamento di 16 dipendenti e l’azzeramento della redazione giornalistica.