È il più moderato fra i deputati regionali di Forza del Sud. Ma, forse, proprio per questo, Michele Cimino, ex assessore all’Economia, è quello che più può “dare la chiave” del processo che si è innescato con la nascita del movimento ispirato da Gianfranco Miccichè.

Soprattutto per ciò che riguarda le politiche economiche. A Cimino abbiamo chiesto di rispondere ad alcune domande sull’esercizio provvisorio, il terzo per la regione siciliana, la finanziaria regionale, il buco da 500 milioni nei conti siciliani e persino di mozione di sfiducia al governatore.

Terzo esercizio provvisorio consecutivo per la Regione, la sua valutazione da ex assessore al Bilancio?

“Il problema non è l’esercizio provvisorio, ma il fatto che la Finanziaria dell’anno scorso aveva previsto delle norme importanti, che alcuni partiti hanno enfatizzato anche con manifesti, creando le condizioni per intestarsi quelle norme che io come assessore al Bilancio difesi, ed erano ad esempio quelle norme che riguardavano il tempo pieno nelle scuole, la valorizzazione del settore agricolo, il credito d’imposta, l’abbattimento del ticket per i meno abbienti. Il problema serio è riuscire a realizzare e a rispettare le leggi che il Parlamento ha di fatto già varato”.

Un altro problema, serio – denuncia -, è che ancora oggi a dieci parlamentari non è stata assegnata alcuna commissione: le commissioni non sono ancora nel loro organico realmente costituite”.

E sulla crisi in Sicilia: “Ritengo che sia stato giusto individuare – risponde Cimino – la via della stabilizzazione del precariato siciliano, trattandosi di precari storici, chiudendo una fase storica, ma è necessario creare un gruppo di lavoro che dia immediate risposte alle categorie produttive”.

A quanto pare, nei conti regionali c’è un buco di 500 milioni di euro…

“Si tratta di un buco che deve essere letto insieme alle perdite delle società collegate. Io avevo già previsto ed attuato lo studio per la riduzione delle società partecipate e avevo inviato il provvedimento alla firma del presidente della Regione”.

Onorevole, è favorevole a una mozione di sfiducia contro Lombardo?

“Io francamente, così come a Roma a Palermo, sono contrario. Sono convinto che è necessario la stabilità con chi ha vinto le elezioni e con chi crede nello sviluppo della nostra regione. Così credo che Lombardo dovrebbe riaprire il dialogo col premier”.