Rimozione dei titolari di organi di governo regionali e locali (Presidenti della regione e sindaci) quando è accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente.

 La exit strategy del governo Renzi per la Sicilia (e non soltanto per la nostra Regione) è tutta racchiusa in queste poche parole, inserite fra le righe a pagina  25 del Def, il documento nazionale di economia e finanza. Poche righe che sembrano quasi buttate lì a caso per non essere notate cma che potrebbero avere un effetto dirompente sui rapporti fra Roma e le autonomie locali.

Come non pensare subito proprio alla Sicilia il cui governatore, Rosario Crocetta, non piace più ai suoi stessi alleati a cominciare da c hi lo aveva proposto, e che sta presentando un ‘bilancio di guerra’ dopo l’approvazione del quale sarà abbastanza semplice parlare di grave dissesto finanziario?

Ad accorgersi di queste poche righe nel documento di Economia e Finanza è stato ‘il Foglio’  che affronta l’argomento in modo generale guardando alle tante situazione di dissesto che sono sparse per l’Italia. Una sorta di norma utile a scardinare i califfati, come li definisce il giornale di Claudio Cerasa, e dunque a disinnescare, politicamente, il partito dei sindaci ma comunque  fondamentale anche nel rapporto con la Sicilia.

Quasi 8 miliardi di euro di debiti dopo il bilancio 2015, oltre 3 miliardi di perdite nette e 2 miliardi e mezzo di ripiani di provenienza nazionale, sono le cifre della Sicilia che potrebbero permettere al governo di attivare la clausola di rimozione del presidente della Regione.

Che sia questo il ‘bazooka‘ necessario a rimuoverlo a cui si riferiva ieri Crocetta? la possibilità di attivare una simile norma nei confronti di una Regione a Statuto Speciale è davvero residuale. Forse Roma potrebbe anche tentarla ma i ricorsi per incostituzionalità sarebbero certi ed infiniti.

Ma forse un commissariamento a medio termine in attesa della conclusione dei ricorsi costituzionali potrebbe non essere una soluzione invisa a Renzi. In fondo il commissariamento è un antico modo per governare senza averne responsabilità politica diretta. ed un pronunciamento costituzionale a favore di una simile norma darebbe la mazzata finale allo Statuto.

Ma che tutto questo sia fatto solo per la Sicilia forse è una esagerazione. sono 500 i comuni in dissesto mentre la somma delle ‘perdite’ delle regioni del sud mette insieme il 20% del Pil italiano. in un colpo solo roma potrebbe liberarsi di tante dispendiose autonomie