L’inchiesta Phantom Crash che ha portato a 23 provvedimenti cautelari a Partinico è partita quando sono stati incrociati i dati di alcuni incidenti ed è stato scoperto che le persone coinvolte erano sempre le stesse. Molte riconducibili al clan familiare che faceva capo a Vincenzo Nobile di 54 anni nullafacente che insieme alla moglie Provvidenza Saputo di 45 anni aveva un tenore di vita decisamente elevato.

Dell’organizzazione familiare facevano parte anche Carmela Mattina, Giuseppe Marino e Francesco Marrocco. Tutti finiti ai domiciliari. Due anni di indagini hanno consentito di scoprire da dove venivano i guadagni. Sono stati individuati 82 falsi incidenti stradali su cui si basano i provvedimenti emessi dalla gip del Tribunale di Palermo.

Sono 300 scontri e tamponamenti tra auto che sarebbero stati costruiti ad arte diversi professionisti. Agli arresti domiciliari sono finiti gli avvocati Ennio Cipolla e Rosalba Marchione, i periti Umberto Li Vecchi, Fabio Orlando, Stefano Fedele e Antonio La Mantia.

Sono state 117 le persone finite nell’inchiesta, per 28 di loro scatta anche l’aggravante dell’associazione a delinquere. Dodici le compagnie assicuratrici truffate per 350 mila euro. “Abbiamo scoperto solo la punta di un iceberg – dice Salvatore Siragusa commissario di Partinico che ha condotto l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Geri Ferrara – L’inchiesta solo all’inizio visto che stiamo passando la setaccio altri incidenti. L’organizzazione utilizzava anche le auto a noleggio per simulare gli scontri. Servivano le targhe e documenti delle vetture per mettere a segno la truffa”.

Molti degli incidenti venivano creati in contrada Vacanti nella villa di Vincenzo Nobile. “Un vero bunker – dice il procuratore aggiunto Dino Petralia – è questa la particolarità dell’inchiesta. E’ stato possibile ricostruire quanto avveniva grazie all’ausilio delle immagini riprese dall’alto da un elicottero che ha sorvolato la zona. Per completare l’opera non perfettamente riuscita si utilizzavano mazze e spranghe contro le vetture. E’ stata sgominata un’organizzazione che metteva a segno truffe che danneggiavano l’intera collettività”.

L’organizzazione fabbricava i finti incidenti coinvolgendo i residenti di Partinico, Borgetto, Trappeto, Balestrate. “E’ stata disarticolata un’organizzazione che in questi anni in un territorio come quello partinicese poteva contare su una fitta rete di connivenze – ha detto Nicola Zito – Un’operazione che contrasta sì la criminalità comune , ma sappiamo bene che la criminalità mafiosa usa per il controllo sul territorio”.