La voce è quella roca da campagna elettorale. Da comizio, uno dopo l’altro. L’ultimo Renato Soru l’ha fatto stamattina a Taormina. L’ex presidente della regione Sardegna e candidato Pd alle europee nella circoscrizione Isole, sta battendo da giorni la Sicilia. E’ lì che si gioca la sfida più difficile per il Pd.

Nella ‘sua’ Sardegna le cose stanno meglio, ma nell’altra isola la musica è diversa e l’avversario da battere è uno, innanzitutto: Beppe Grillo.

“In Sardegna non ho dubbi che il Pd sarà il primo partito, ma in Sicilia un pericolo Grillo c’è“. Il leader 5 Stelle sarà nell’isola dopodomani. Niente traversata dello Stretto, stavolta. Ma l’offensiva grillina per raggiungere il traguardo di primo partito è già cominciata e inquieta i dem.

“Le sparate contro l’euro, la demagogia di Grillo possono parlare alla pancia della gente. Noi dobbiamo fare uno sforzo in più -argomenta Soru -, dobbiamo avere la capacità di parlare alla testa dei cittadini e spiegare che la ‘favola’ di Grillo è solo una colossale bugia. Grillo inganna i cittadini”.

Il ‘grande inganno’ di Grillo, per Soru è una “bugia” che rischia di far perdere all’Italia la possibilità di agganciare la ripresa, di “dare fiducia al cambiamento che il governo Renzi sta iniziando a imprimere al Paese. Grillo sta cercando si trasformare le europee in un referendum Renzi sì – Renzi no. Ma il 25 maggio andiamo a votare per il Parlamento europeo e per quello che vogliamo sia l’Europa del futuro”.

“Quando si dice, come fa Grillo, che staremmo meglio se tornassimo alla lira – argomenta l’ex-patron di Tiscali – diciamo una bugia agli elettori, alle famiglie. Tornare alla lira vorrebbe dire debito pubblico alle stelle, tassi di interesse stratosferici, famiglie che non riescono a pagare il mutuo e risparmi di una vita che non valgono più niente. Questo c’è dietro la bugia che ci sta vendendo Grillo”.

“La competitività non si riaggancia svalutando il nostro lavoro, ma al contrario valorizzandolo con innovazione, ricerca, nuove tecnologie. Lo so che non sono messaggi che parlano alla pancia della gente, ma la politica deve avere la capacità di saper parlare anche alla testa dei cittadini“, sottolinea Soru .

“Vorrei ricordare – prosegue Soru – che noi stiamo andando a votare per eleggere i 751 componenti del nuovo Parlamento europeo e c’è il rischio che gli euroscettici siano il 30 per cento di quel Parlamento. Un fronte che vuole far arretrare l’Europa, un fronte composto da forze estremiste di destra, come Le Pen. In mezzo a tutti questi c’è anche Grillo”.

“Per questo dico a chi in passato si è impegnato per l’ambiente, per l’innovazione di non andare ad ingrossare il mare magnum dell’euroscetticismo che vuole portarci indietro”. La strada, per Soru, è piuttosto quella di piu’ Europa ma diversa. “Un cambiamento analogo a quello che Renzi sta cercando di portare avanti in Italia con le riforme istituzionali, la riforma delle Pa, il bonus degli 80 euro che rappresentano una redistribuzione mai fatta finora”.

Sul dl Lavoro però si è aperto un fronte di scontro con i sindacati, ma per Soru la strada è quella giusta. “Intanto c’è da dire che questo è un governo di coalizione e sappiamo quale anomala coalizione, per cui vanno fatti dei compromessi. Detto questo, qui si parla di misure per tentare di dare maggiore occupazione. E a chi parla di precarizzazione ulteriore del lavoro, dico che qui in Sicilia e in Sardegna abbiamo giovani che non sono precari, ma che un lavoro proprio non ce l’hanno. E sono tanti, troppi. Da imprenditore, poi, posso dire che se posso assumere qualcuno senza troppi vincoli, lo faccio e se è in gamba, lo confermo. E parlo con cognizione di causa. Da me il 95% ha un contratto a tempo indeterminato“.