Si è conclusa positivamente la giornata di mobilitazione romana delle tute blu dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Dopo la manifestazione svoltasi questa mattina nella capitale che ha visto coinvolta la Fiom nazionale e i lavoratori dello stabilimento palermitano, gli operai hanno incontrato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato che ha assicurato che entro la prossima settimana i lavoratori insieme alla parti sociali saranno convocati a Roma dove verrà istituito un tavolo per cercare di trovare una soluzione alla vertenza Fiat.

Intanto a favore delle tute blu di Termini si schiera il segretario della Fiom Maurizio Landini: “Per quanto riguardala Fiat-ha dichiarato Landini- c’e’ bisogno che il Governo convochi un tavolo e impegni il Lingotto a mantenere le produzioni in Italia e a fare gli investimenti necessari. Lo stesso Governo- ha concluso- deve mettere in campo vere politiche industriali per un settore come quello dei trasporti”.

Alla manifestazione hanno partecipato non soltanto i lavoratori Fiat ma anche tutti i dipendenti del settore automobilistico, dei trasporti di tutto il Paese per chiedere al governo nazionale una risoluzione della vertenza Fiat di Termini e un impegno concreto del governo per lo sviluppo del settore automobilistico.

Dura anche la replica anche del segretario del Pd Guglielmo Epifani ”Credo che il Governo faccia bene a chiedere a Marchionne chiarimenti sulle strategie generali del gruppo: ad esempio, la questione della scelta della sede legale e i problemi che creera’ rispetto all’italianita’. La cosa singolare di questa vicenda e’ che e’ l’unica al mondo in cui un’azienda compra e salva un’altra azienda e a quel punto, invece di restare in Italia, se ne va li’ dove l’azienda salvata ha la sua sede. Come se la Volkswagen decidesse di lasciare la Germania”.

”La Fiat ha fatto negli anni scelte che si sono rivelate sbagliate da due punti di vista: – ha aggiunto – la prima e’ che quando aveva un ruolo importante nel mercato europeo si e’ concentrata piu’ su altri settori e meno sulla produzione automobilistica. In secondo luogo, ha contratto i margini di vendita e di mercato e naturalmente da questo punto di vista e’ stata costretta a ridurre i volumi produttivi e a chiudere le fabbriche. Lo Stato ha alimentato indirettamente tante risorse della Fiat: dall’uso della cassa integrazione nei processi di riorganizzazione ai finanziamenti all’impresa, ma ne ha ricavato sostanzialmente poco in termini di vantaggio paese. Cosicche’ oggi siamo un Paese che, pur essendo tra quelli fondatori dell’industria dell’automobile nel mondo, produce troppo poco rispetto agli altri Paesi europei e internazionali”.

Ad oggi le tute blu rimangono in balia di e proposte poco fattibili. Nessuna convocazione è giunta da parte del presidente della Regione Rosario Crocetta: “Non abbiamo nessuna notizia da parte della Regione – dichiara a BlogSicilia Roberto Mastrosimone, segretario regionale Fiom Sicilia -. La convocazione era prevista per il 9 giugno, ad oggi non abbiamo notizie. La manifestazione di venerdì è un momento molto importante per noi. Chiediamo al ministro e al presidente del Consiglio di intervenire per la revoca dei licenziamenti e per un investimento serio per Termini”.

I 2200 operai dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, che insieme ai lavoratori dell’indotto costituiscono un bacino di circa 3 mila lavoratori, attendono ancora risposte sul processo di reindustrializzazione del polo termitano.  Nessuna proposta concreta è stata ancora avanzata per il rilancio dello stabilimento e dell’indotto e nessun piano industriale è stato presentato. Dopo la proposta di Dr Mortor, la casa automobilistica molisana che doveva operare in partnership con Chery, colosso dell’auto cinese, poi bocciata dal ministero, oggi per l’ex Fiat di Termini solo parole.

Intanto i sindacati fanno sapere che alle 12,30 è stato fissato un colloquio con il ministro dello sviluppo Economico Flavio Zanonato, a seguire alle 13,30 con il presidente della Camera Laura Boldrini.

“Lo spettro dei licenziamenti previsti per fine anno – dichiara Salvatore Burrafato, sindaco di Termini Imerese – impone un deciso cambio di passo. Posso assicurare ai manifestanti e ai termitani che mi sto muovendo con tutte le mie forze e con tutti i mezzi a mia disposizione per far sì che le istituzioni centrali e regionali siano sensibili, attente e attive nella ricerca di una soluzione condivisa per superare la grave crisi che stiamo attraversando.”

Altro problema è la cassa integrazione in deroga che scadrà il 31 dicembre prossimo per la quale i lavoratori chiedono il prolungamento: “Vogliamo riaprire il tavolo con il ministero. Nessuno stabilimento deve essere chiuso in Italia. Tuttala Fiom si stringe intorno ai lavoratori di Termini Imerese”.