A Palermo capita anche che i più ottimisti affermino che “la Fiera del Mediterraneo forse riapre” e che a queste parole faccia seguito la smorfia ironica degli immancabili critici, o forse è il caso di dire, realisti. La riqualificazione della vastissima area espositiva e congressuale ai piedi di Monte Pellegrino appare sempre più una chimera.

Perché chissà quanto tempo dovrà ancora passare prima che il degrado, di quanto dovrebbe essere uno dei biglietti da visita della città, sia un ricordo da archiviare. L’8 giugno scorso, dopo anni di maldestri tentativi politici di salvare un ente pubblico la cui storia si è conclusa con un buco da 20 milioni di euro, il Comune di Palermo, ha emanato il bando internazionale per realizzare nell’area dell’ex Fiera del Mediterraneo – ben 83 mila metri quadrati, rientrati nella disponibilità dell’amministrazione cittadina nel luglio 2012 – un polo multifunzionale con la formula del project financing.

Sono passati 180 giorni e al Comune non è pervenuta ancora alcuna offerta. Ma i tempi stringono, il bando scade il 10 dicembre e in merito al futuro della Fiera tutto tace. Il prosieguo della vicenda non può che essere la proroga dei termini di scadenza alla primavera del 2014 o l’emanazione di un nuovo bando che possa, in qualche modo, rendere il progetto più realizzabile. D’altra parte, non si può certo dire che riportare la Fiera all’antico lustro non sia un’impresa ardua.

Marco Di Marco, assessore comunale alle Attività produttive smentisce a BlogSicilia il rischio più probabile, ovvero che la riproposizione del bando sia contestuale ad un ridimensionamento del progetto che potrebbe favorire interessi locali piuttosto che internazionali un po’ in virtù del vecchio “meglio di niente” valido a tutte le latitudini.

“Al bando – precisa – verranno apportate delle modifiche che renderanno più semplice partecipare. I tempi si allungheranno di ben poco, 90 giorni al massimo“.

Piacerebbe a tutti pensare che la Fiera riaprirà soltanto quando il rilancio potrà essere effettivo e soprattutto duraturo ma le premesse attuali non fanno ben sperare.

E’ possibile che all’estero nessuno abbia considerato appetibile la prospettiva ex Fiera? Non è strano? Certo, nessuno si aspettava un simile risultato. Forse le ambizioni internazionali dovranno essere abbandonate. Sull’ipotesi di investitori locali l’assessore di Marco frena, ma non senza ricordare che “la riqualificazione della Fiera necessita di spalle larghe. Non sono certo – precisa –  che gli imprenditori siciliani possano far fronte a un simile impegno. Forse, coalizzati, ma è comunque un obiettivo davvero grande. Certo, il nostro desiderio sarebbe la partecipazione delle imprese straniere…

L’assessore comunale all’urbanistica Tullio Giuffrè ha già dichiarato ad alcune testate locali di non essere preoccupato, perché in fondo un’offerta potrebbe sempre arrivare, e prima della fatidica data di dicembre. Vedremo cosa accadrà.

Lo scorso giugno, BlogSicilia aveva lanciato dalle proprie pagine un’idea: trasformare gli spazi dell’ex Fiera del Mediterraneo in un tempio di Eataly, la prima catena enogastronomica polifunzionale al mondo creata dal piemontese Oscar Farinetti. Una proposta piaciuta al Comune che ha anche contattato Eataly per discuterne, ricevendo risposta dall’amministratore delegato del gruppo, Francesco Farinetti che ha fatto sapere di “non poter prendere ulteriori impegni per nuovi progetti sino al 2014”