Secondo l’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei ora i conti sono più solidi anche se ci vorrà almeno un’altra finanziaria, quella del 2016, per metterli a posto, l’11 maggio prevede di mandare in Commissione la riforma degli Enti locali; secondo il Presidente della Regione addirittura gli investimenti si potranno fare nella legge sulle autonomie locali, la famosa riforma delle province.

Insomma tutto ok dopo l’approvazione della Finanziaria regionale che allinea le pensioni regionali a quelle statali (concetto ancora tutto da vedere nella sua pratica applicazione) che taglia sul costo del lavoro pubblico e sull’antincendio e perfino sui contributi ai sordi.

Ma a prescindere dalle valutazioni sulla Finanziaria che è e resta lacrime e sangue a prescindere da come si voglia far inghiottire la pillola ai siciliani, l’unico dato certo è che anche Crocetta ammette che a luglio sarà tutto da rifare.

Come capitato lo scorso anno la Sicilia vedrà tre o quattro finanziarie per riuscire ad arrivare alla fine dell’anno. L’anno scorso furono 4. Un esercizio provvisorio, una finanziaria in extremis, una in estate ed una definitiva ad ottobre. Ed anche il 2015 si annuncia identico senza nessun controllo sui conti e nessuna scelta per il futuro ma con il semplice inseguire l’emergenza e tamponare i buchi tagliando sempre qualcosa in più a ciascuno.

Quest’anno bisognerà aspettare i fondi promessi da Roma. La liquidità c’è solo fino a giugno. Perché allora non sistemare tutto entro la fine di giugno. Invece no, lasciamo finire i soldi ed interveniamo solo a luglio quando l’emergenza si sarà nuovamente creata altrimenti come far passare in aula provvedimenti non digeribili?