“Insufficiente, senza misure strutturali coraggiose”: per la Cisl, nella legge regionale di stabilita’ “non s’intravede una strategia di risanamento, coesione sociale, sviluppo produttivo, sembra più attenta a non incrinare equilibri politico-elettorali. E il rischio è che dall’Ars esca peggio di com’è”. Il segretario della Cisl Sicilia, Maurizio Bernava, è intervenuto oggi sui temi della Finanziaria regionale concludendo, a Palermo, il consiglio regionale della federazione Cisl della chimica e dell’energia (Femca).

La manovra del governo regionale è ancora una volta costruita su entrate virtuali e incerte, non rispettando dunque le norme di contabilità. Ci sono casi in cui vengono anche prospettate diverse ipotesi di spesa in rapporto all’evoluzione delle entrate, un fatto che ha dell’incredibile”: lo dice Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil. Pagliaro entra nel dettaglio:“Nella tabella riassuntiva è prevista un’entrata di 400 milioni in virtù di un atto unilaterale della Regione, che non li verserebbe allo Stato facendosi uno sconto sulle previsioni della Legge Monti e dei provvedimenti successivi. Non ci risulta però – aggiunge- che ci sia un accordo in tal senso con lo Stato”.

Il segretario della Cgil rileva anche il “paradosso dell’Allegato 2 della Legge di Stabilità, che presenta due scenari di spesa: uno con i 400 milioni di entrate e uno senza, decurtando nel secondo caso del 50% le risorse per comuni, welfare, province, rifinanziamento delle leggi di spesa. In pratica- dice Pagliaro- è una manovra costruita sui ‘se’ e sui ‘ma’, cosa che la dice lunga sulle difficoltà nella nostra Regione, ma che non rappresenta una soluzione, come il passato insegna”.

Il segretario della Cgil sottolinea che “forse si sarebbe potuto fare meglio se il bilancio fosse stato presentato per tempo. Ora- rileva- bisogna comunque cercare di approvare la manovra entro il 31 dicembre. Quanto al nostro assenso alla manovra, questo riguardava le linee guida, ma avevamo anticipato che saremmo entrati nel merito non appena fossimo entrati in possesso dei documenti. La nostra preoccupazione- osserva Pagliaro- è anche alimentata dallo stallo della riforma delle Province, con continui allarmanti rinvii : è infatti dal fronte delle riforme istituzionali che può anche venire una significativa revisione della spesa pubblica. Chiediamo dunque a Crocetta- afferma- di dare un segnale in tal senso”.

Per quanto riguarda le critiche di Confindustria Pagliaro si sofferma sull’argomento del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga. “Sono misure- dice- in grado di sostenere i lavoratori e contemporaneamente le imprese, che non vanno sottostimate in un periodo di crisi come quello attuale, come invece il governo fa dimenticando che nel 2013 sono stati stati spesi tutti i fondi Pac che dovevano servire per tre anni”.

“Non solo i ventimila precari, ma i siciliani tutti subirebbero gravi danni se si arrivasse all’esercizio provvisorio. Speriamo, quindi, che il confronto, in corso all’Ars, sia utile e di merito e che consenta di approvare la Finanziaria entro la fine dell’anno”. Lo sostiene Claudio Barone, segretario generale della Uil Sicilia, che aggiunge: “Riuscire ad approvare la manovra sarebbe un segnale di speranza e di capacità di cambiamento per la nostra Isola. Questo sindacato, insieme ai lavoratori, valuterà il senso di responsabilità di quanti siedono all’Assemblea regionale siciliana”.

“Difendere i posti di lavoro ed evitare la chiusura delle imprese. Sbloccare i Fondi Ue per avviare i cantiere e realizzare le infrastrutture necessarie alla nostra Isola. Il confronto con sindacati, Confindustria, organizzazioni datoriali e Governo regionale, su questi temi, deve partire subito”.  “La Finanziaria e il Bilancio – aggiunge – non possono essere ostaggio di giochi politici perché bisogna evitare l’esercizio provvisorio, che bloccherebbe la possibilità di utilizzare le risorse danneggiando lavoratori e imprese. Il parlamento nazionale e quello regionale a nostro giudizio – continua il leader della Uil Sicilia – hanno adottato norme per tagliare i costi della politica che sembrano delle prese in giro. Occorre abolire veramente gli sprechi per recuperare risorse, rilanciare gli investimenti, garantire il credito e creare sviluppo e buona occupazione. Per questo chiediamo subito un tavolo di confronto non solo sulle emergenze ma anche sugli interventi che devono qualificare questa legislatura”.