Ancora un femminicidio in Sicilia. La vita spezzata a coltellate è quella di una giovane madre di 20 anni, Giordana Di Stefano che stamani stata ritrovata senza vita in auto alla periferia di Nicolosi, in zona Mompeloso, a pochi chilometri dal centro del paese alle falde dell’Etna.

Il cadavere delle giovane era nella sua macchina, un’Audi A2 grigia scoperta dai carabinieri di pattuglia. Sul corpo sarebbero evidenti le coltellate alla gola, al torace e all’addome.

All’orrore per un delitto così macabro si aggiungono anche i particolari che per gli inquirenti sono elementi fondamentali.

Giordana, nel 2013, aveva denunciato il padre di sua figlia per stalking. Con quell’uomo, un po’ più grande di lei e che è stato rintracciato a Milano, i rapporti non sarebbero stati idilliaci.

Nell’esposto presentato due anni fa, la ragazza segnalava di avere ricevuto sms assillanti e di essere bersaglio di appostamenti. Da allora, però, nessun altra denuncia. Proprio oggi si sarebbe dovuta celebrare la prima udienza, ma è stata rinviata perché il legale dell’imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi ipotizzando anche una bonaria risoluzione.

Giordana era molto conosciuta a Nicolosi soprattutto per la sua passione per la danza e per quella creatura per la quale aveva scelto di lasciare la scuola affinché potesse strale accanto.

La scomparsa della ragazza è stata la madre: la donna, non vedendo rientrare la figlia a casa, stamani si è presentata ai carabinieri di Nicolosi per segnalare il caso.

Il corpo senza vita di Giordana è stato trovato poi da una pattuglia dei carabinieri. Intanto la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Garibaldi di Catania, mentre una piccola folla di cronisti e di amici della vittima si è radunata proprio davanti la caserma dei carabinieri di Nicolosi.

L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore di Catania, Alessandro Sorrentino.