È uno dei luoghi più suggestivi del mondo, nonché il maggior esempio di architettura teatrale greca in occidente. È il teatro greco di Siracusa, le cui memorie risalgono sino al V secolo a. C e che si prepara a dare il via al XLVII Ciclo di Spettacoli Classici.

La rassegna, organizzata dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, propone quest’anno due drammi di particolare intensità, Filottete di Sofocle ed Andromaca di Euripide.

Si inizierà l’11 maggio con “Filottete”: al centro della narrazione viene posta la tragica condizione di chi vive il conflitto tra se stesso e la comunità di appartenenza, essendo nel contempo consapevole di essere destinatario di un difficile destino dato dagli dei. Una continua ricerca di equilibrio tra forza e fragilità, soggetto prima marginale ma poi “salvatore” altrui per volontà divina. Un eroe che diviene tale proprio nella normalità, accettando coraggiosamente di “giocare le carte” che il fato e la vita, di volta in volta, renderanno a lui disponibili.
La traduzione e di Giovanni Cerri, la regia di Luce De Fusco.

Con “Andromaca” torna in scena l’eroismo al femminile che padroneggia un’avvincente vicenda ambientata negli anni successivi alla guerra di Troia. Andromaca, non più moglie e madre dopo l’uccisione del marito Ettore e del figlio Astianatte, dovrà fare i conti con la propria prigionia ed una inaspettata maternità. Una donna di buon senso, temprata dal dolore che sarà costretta, suo malgrado, a fronteggiare l’antagonismo di Ermione, giovane e volubile donna. Una sorta di indagine sulla femminilità ed il potere distruttivo insito nella passione incontrollata.

Filottete ed Andromaca andranno in scena a giorni alterni sino al 19 giugno. Gran finale il 24, 25 e 26 giugno con “Le nuvole di Aristofane”: protagonista della rappresentazione, la crisi di valori in cui versa Atene travolta dall’uso corrotto della conoscenza.

Passione e razionalità, crudeltà ed umanità, e storie che per quanto appartenenti al mito sembrano ricordare, a ciascuno di noi, che in fondo le vicissitudini dell’umanità sono sempre le medesime.
Il grande spettacolo vi aspetta.

Ecco il calendario delle rappresentazioni.