L’assessore regionale all’economia, Luca Bianchi è a Roma. Si prepara ad incontrare i deputati del Pd, a margine della seduta che sta per partire a Montecitorio per la terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. L’argomento dell’incontro è l’articolo 37 e la spiegazione dei principi che porteranno la “concessione” del governo Monti alla Regione siciliana nella conversione in un apposito decreto legge.

Ma Bianchi è proiettato a Palermo dove per lui si profilano giorni di lunghe audizioni nelle commissioni parlamentari che stanno sviscerando i documenti finanziari, bilancio e legge di stabilità che da mercoledì 24 approderanno a sala d’Ercole per l’approvazione prima del 30 aprile quando scadrà l’esercizio provvisorio della Regione siciliana. Sui venti di guerra che agitano alcune mosse dei parlamentari siciliani che stanno già esaminando il testo, però, Bianchi non ha dubbi: “Ogni bocciatura dei nostri emendamenti che prevede il taglio delle entrate e l’aumento dei costi non sarà accettata. Bisogna rispettare i saldi contabili. Non ho un tesoretto da nessuna parte per poter far fronte agli aumenti di spesa generati da queste scelte della deputazione regionale”.
E poi l’assessore regionale all’Economia è più esplicito: “L’applicazione dei ticket sanitari? La riproporrò in commissione bilancio. E’ assurdo che debba trovare 2 milioni di euro da qualche parte senza intaccare la dotazione per i precari e gli enti pubblici perché non si vuole applicare il ticket a chi ha un reddito superiore ai 50 mila euro”.
Linea dura che Bianchi aveva più volte annunciato proprio sottolineando che il “saldo contabile finale” del bilancio non può essere intaccato se non mettendo a rischio la sostenibilità del bilancio regionale.

edd