“Stay happy stay lisciu”. Questo lo slogan ironico e divertente con cui la pagina “La Liscìa Catanese” ha conquistato, social dopo social, il web al completo. 40.000 fan su Facebook, 4.000 followers su Instagram, oltre 1.000 retweet su Twitter, centinaia di messaggi al giorno su Whatsapp. Numeri destinati, ne siamo certi, a crescere sempre di più.

La “liscìa catanese”, tipico modo di indicare quella strana allegria che spesso ti assale senza un reale motivo e risulta coinvolgente e contagiosa per chi ti circonda, è sbarcata da poco anche sui canali 644 e 645 del digitale terrestre e su Radio Universal Tv. Ogni sabato mattina la liscìa va in onda per abbracciare un bacino d’utenza più ampio e far si che tutti possano essere protagonisti di questo progetto. Per essere sempre più “social” e vicina al pubblico.

Ma chi c’è dietro tutte queste risate, dietro tutte le battute, i racconti divertenti, i video che quotidianamente vengono postati sui social network? Il 25enne catanese doc (ovviamente!) Andrea Carollo, unico gestore della pagina (immaginiamo la fatica) che il 2 novembre del 2013 ha deciso di creare una delle tante pagine divertenti su Facebook, non immaginando di certo il grandissimo seguito che avrebbe raggiunto.

La pagina è nata nel giorno dei defunti. E’ stata una coincidenza che tu abbia fondato la pagina in questo giorno? “Era semplicemente un sabato pomeriggio in cui ero molto “spacinnato” e ho creato, senza ulteriori ripensamenti, questa pagina. Mi è sempre piaciuto raccontare storie divertenti su Catania e i catanesi agli amici e allora ho pensato di condividere con un pubblico più vasto quest’idea. La cosa che più mi ha gratificato è che tramite la condivisione di alcune storie divertenti in quel giorno, ho ricevuto in posta privata tanti complimenti e ringraziamenti, soprattutto per aver fatto sorridere persone che in quel giorno non ne avevano motivo alcuno. Questo mi ha reso una persona felice”.

Cosa è successo dopo? “Inizialmente non credevo che la pagina potesse avere successo, ma successivamente mi sono ben che ricreduto. Dopo un paio di mesi, avendo raggiunto i 15.000 likes sono riuscito a coinvolgere il pubblico e indurlo a raccontarmi le loro storie e inviarmi materiale più corposo da inserire nella pagina. A febbraio 2014 ho registrato il marchio alla camera di commercio per rafforzare ancora di più il progetto e mantenere viva l’idea di creare qualcosa di importante con il marchio stesso. Successivamente ho realizzato che La Liscìa doveva essere “social “ cosicchè ho aperto account Twitter, Instagram e circa due mesi fa Whatsapp”.

Qual è, secondo te, l’ingrediente fondamentale del successo della tua pagina? “Il punto forte è stato sempre la non volgarità, poiché sostengo che ci sia da divertirsi pur non usando termini o affermazioni volgari. Molti mischiano la comicità e la simpatica con un’insensata volgarità. Ho scoperto tramite la Liscìa che non è necessario essere volgari, poiché non è tanto quello che si dice a far nascere la risata, ma come viene detto e la situazione in cui quella battuta viene detta. Soprattutto nelle situazioni più delicate in cui magari la serietà regna sovrana, il catanese riesce sempre a tramutare la tristezza con un sottile velo di simpatia. Credo che questa sia una grandissima forza”.

I catanesi sono un popolo simpatico. Che spunti ti danno? “Se ognuno di noi provasse ad ascoltare anziché arrabbiarsi per qualsiasi frase detta in modo un po’ scorbutico ci accorgeremmo che c’è Liscìa ovunque. I catanesi mi danno un grosso aiuto perché nel loro piccolo, con le loro esperienze, hanno avuto a che fare con la Liscìa e permettono a me di poterla condividere con il mondo intero. Mi scrivono davvero da tutto il mondo”.

Cosa può nascere da questo marchio?  “Ho registrato il marchio alla camera di Commercio prima di tutto per tutelare il lavoro e la mia idea, affinchè nessuno potesse appropriarsene. Ho sempre evitato di immettermi nel mercato ormai saturo delle magliette e dei gadget, preferisco regalarli o metterli in palio, poiché sto progettando e lavorando per la costruzione di una web radio, anche se è presto ancora per dare dettagli”.

Fino al 15 luglio chiunque potrà partecipare al concorso fotografico della Liscìa catanese e provare a vincere due magliette ricamate della Liscìa Catanese e un kit di adesivi. Partecipare è semplice, basta andare su instagram e cercare @lalisciacatanese, seguire l’account e taggare @lalisciacatanese in una foto che abbia come oggetto principale Catania e i catanesi: una storia, un video, paesaggi e/o cibi tipici. Per maggiori informazioni https://www.facebook.com/events/434414953405686/ .

“Ho avuto quest’idea del concorso – spiega Andrea – al fine di raccogliere più materiale possibile e valorizzare Catania soprattutto per chi di Catania non è. Nel mio piccolo voglio dare un contributo tramite quest’idea alla valorizzazione della città. I premi sono un po’ miseri, ma sono convinto che si comprenda il senso del progetto e dell’idea. Credo che Catania sia una di quelle città per le quali vale la pena camminare ogni giorno con una macchina fotografica accesa”.

Come si valorizza Catania attraverso questo progetto? “Catania spesso è citata nelle pagine nere della cronaca a causa delle cattive gestioni amministrative, dei disservizi e talvolta per il menefreghismo dei suoi cittadini. Ogni giorno, con gli oltre 200 messaggi che ricevo, mi accorgo però che c’è molto altro, nascosto e insisto in ogni catanese. Credo che non venga data opportunità ai giovani di poter esprimere e realizzare le proprie idee e quindi il mio obiettivo è quello di creare uno staff e, perché no, un’azienda volta a valorizzare la città e soprattutto i giovani come me che hanno voglia di fare e creare.

Resta sempre immutato l’obiettivo primo, ossia quello di far sentire meno distanti le persone che per svariati motivi vivono fuori Catania. La distanza è difficile da affrontare, ma a volte anche sentendo una storia simpatica realmente accaduta questa si riduce. Voglio che non si pentano di essere andati via sentendo un fatto grave accaduto, voglio che si pentano di non essere qui per poter vivere qualcosa di bello”.