La notte porta consiglio dice un vecchio proverbio. Così non sembra essere stato per il presidente della Regione e per la sua maggioranza. La seconda prevedibile notte semi insonne di Crocetta n on è riuscita a quadrare il cerchio e dopo un confronto serrato dai tavoli del piano nobile di Palazzo d’Orleans non è uscito un accordo sulla nuova giunta anche se tutti (o quasi) professano ottimismo.

Di nomi neanche l’ombra. Si è parlato di metodo che vale a dire che si è rimasti sul vago. il confronto vero è iniziato dopo le 23. Prima gli alleati del governatore arrivavano alla spicciolata nonostante la convocazione fosse per le 21. Quasi due ore perse in chiacchiere ed attendendo di vedere i decreti di revoca degli assessori perché, inutile nascondersi dietro i si dice, nessuno si fida più di Crocetta nella maggioranza e il vertice non sarebbe iniziato se le revoche non fossero state già decretate.

Poi si è atteso l’arrivo dei romani ovvero di Faraone e Raciti che tornavano dalla capitale. intorno alle 23,10 è stato proprio Crocetta ad aprire le danze e lo ha fatto con il suo tradizionale stile: una lunga relazione sui successi delle sue due giunte e sui motivi per i quali ci sono assessori che non si toccano.

Nella locuzione di Crocetta la difesa d’ufficio di Nelli Scilabra, l’irrinunciabilità a Lucia Borsellino, l’opportunità di salvare Linda Vancheri, la speranza (a sorpresa) di mantenere Salvatore Calleri ma su quest’ultima figura non un diktat: si può discutere.

Non una parola, invece, sull’assessore all’economia che era dato, anche lui per salvato da subito. dunque la base è questa, ci sono figure inamovibili ma Crocetta mette sul piatto anche la sua segretaria storica, Michela Stancheris che non è blindata ma offerta agli alleati visto anche che le quote megafono traballano alquanto per una formazione che rischia di non esistere più.

Per parte sua il Pd parla di nomi nuovi. insomma di ripartire da zero. Nessuno degli assessori sarebbe riconfermato in quota Pd e dunque anche la Scilabra dovrebbe transitare in quota Crocetta se la vuole mantenere. poi si tratterà ed è possibile che almeno uno resti. e qui ricompare la figura di Roberto Agnello fortemente sponsorizzato da giuseppe Lupo. In pratica Agnello mette insieme il gradimento dei renziani e l’indicazione di Areadem ma questa non è garanzia in una trattativa difficile come quella in corso.

Anche il Pdr sembra intenzionato a rinunciare alla Furnari e cambiare indicazione mentre resterebbero confermati i due assessori dell’Udc e quello di Articolo 4. allo stato dell’arte, dunque, la giunta del crocetta ter potrebbe essere nuova esattamente per metà: 6 conferme e sei novità.

Fra le novità nessuno dei nomi circolati verrebbe riproposto. Dunque niente da fare per Angelo Villari mentre i cuperliano vorrebbero, almeno in parte, bruciare anche il nome di Franco La Torre circolato ieri in quota Crisafulli al posto di Cataldo Salerno sgradito al governatore.

Trattative in corso e appare difficile che si chiuda entro stasera come vorrebbe Crocetta. Ma il termine ultimo per il governatore è venerdì e c’è da aspettarsi che se non si trova l’accordo il presidente metta in campo il terzo colpo di testa e faccia da se come ha già fatto nelle altre due occasioni.

Intanto alle 15 Crocetta incontra la stampa per illustrare gli ultimi provvedimenti della giunta di ieri e per difendere pubblicamente i suoi intoccabili. Dopo inizierà il secondo giro di consultazioni, stavolta con i singoli partiti invitati a fornire la lista. In serata, probabilmente, nuovo vertice che si preannuncia notturno allo scopo di chiudere la trattativa e avere pronti i decreti per domani mattina.