Si è concluso anche a Palermo il corteo indetto dalla Cgil per manifestare contro la manovra del governo.

Nel capoluogo, così come nel resto dell’Isola, i partecipanti si sono mobilitati contro i tagli promossi dall’esecutivo , a difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati.

La Cgil – con le varie associazioni dei lavoratori di base e qualche rappresentanza politica di sinistra – è partita da piazza Croci per raggiungere piazza Verdi. Un altro corteo – formato dallo ‘spezzone sociale’, unione dei sindacati di base, anarchici comunisti e partito comunista dei lavoratori – è partito dalla stazione centrale.

Questo spezzone ha avuto qualche scaramuccia con le forze dell’ordine durante l’arrivo in piazza Verdi. La questura, infatti, riteneva pericolosa la loro presenza. Dopo varie forzature da parte della Cgil, della Fiom e di qualche rappresentanza politica, lo ‘spezzone’ è riuscito a raggiungere il comizio.

Ritornando allo sciopero generale, in questi anni in piazza la storia è sempre la stessa: “Siamo stufi del governo di Berlusconi”, hanno detto i manifestanti.

“Credo che – dice Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale di Idv – questo sciopero sia un segnale importante soprattutto al Sud. Questa manovra non tiene conto delle diverse condizioni di sviluppo del territorio. Che l’organizzi il sindacato a differenza di un partito non ha importanza basta che ci sia – conclude Ferrandelli – la possibilità di manifestare il proprio dissenso nei confronti di questa manovra. Questa è la motivazione della mia presenza e di tutte le persone che con me lavorano per una Sicilia migliore”.

Presente anche il segretario regionale del Partito Democratico Giuseppe Lupo: “Diciamo no a questa manovra che non difende i più deboli. Tutto questo è ingiusto ed inaccettabile, per questo oggi protestiamo così come protestano in tante altre piazze italiane contro la manovra”.

Allo stesso modo la pensa Erasmo Palazzotto, segretario regionale di Sinistra ecologia e libertà: “Dobbiamo difendere la dignità del lavoro. Oggi Sel è qui a manifestare per cercare di risanare questo Paese. La crisi deve essere pagata da chi in parte l’ha determinata. Ridistribuire la richezza in modo equo è un atto legittimo che questo governo dovrebbe compiere”.que