Con 48 sì, 14 astenuti e 0 contrari l’Ars, la “manovrina” siciliana salva stipendi da 233 milioni di euro è legge. Ma il voto con alcuni “se” e senza “no” dell’Ars, frutto della necessità di fronteggiare l’emergenza, non mette al riparo l’aula da accuse tutte interne al Parlamento regionale.

I grillini siciliani gridano allo scandalo per l’attacco del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone a Giancarlo Cancelleri dopo il suo intervento a sostegno dell’emendamento antivitalizi e chiedono le dimissioni del “numero uno dell’Ars”, in quanto “non ha la serenità e l’imparzialità per presiedere questo Parlamento”. Ad affermarlo è il capogruppo Francesco Cappello, nel corso di un vigoroso intervento in aula, nel quale il capogruppo ha anche attaccato Crocetta per le numerose retromarce fatte sulle norme targate Movimento 5 Stelle.

“Mi svesto dalle vesti istituzionali – aveva detto durante i lavori Ardizzone rivolgendosi  all’ex capogruppo grillino – e le ricordo che questa è materia penale, l’Ars non ha competenza come dimostrano anche precedenti sentenze. Anche se lei non ha studiato giurisprudenza, dovrebbe saperlo: se non sbaglio il vostro gruppo parlamentare ha molti consulenti. Avete fatto diventare il ‘caso-Cuffaro’ un caso nazionale, siete andati nelle televisioni nazionali a parlare male delle istituzioni che voi stessi rappresentate”.

La norma che mirava ad abolire il vitalizio per coloro che sono stati condannati per reati legati alla mafia, è stata bocciata a larghissima maggioranza dall’Ars, risultato definito dai deputati Cinquestelle un “verdetto vergognoso, che manda un brutto messaggio alla gente. E la gravità del gesto è ingigantita dal plebiscito contro l’emendamento”.

Intanto, è arrivato il parere della Corte dei Conti, che parifica il rendiconto a 5 dei 12 gruppi parlamentari la cui spesa era stata contestata. Tra i virtuosi, anche i 5 Stelle. 

“Lo abbiamo sempre detto – affermano i deputati – che avremmo chiarito tutto. A noi, del resto, venivano contestate cose veramente insignificanti, a dispetto dell’enorme e incredibile rilievo che la cosa ha avuto sui giornali. Capiamo che sono tantissimi quelli che aspettano di beccarci con le mani nella marmellata, ma temiamo che rimarranno delusi in eterno. Ora ci aspettiamo che coloro che hanno titolato con grande trasporto ed enfasi su di noi facciano lo stesso con chi, secondo la Corte dei conti, ha tantissime cose da chiarire”.