Prende forma anche in Sicilia il comitato del No all’Italicum, dopo l’approvazione definitiva alla Camera dei deputati di sabato notte. In vista del referendum confermativo della nuova legge elettorale si riuniranno il 18 gennaio a Catania i comitati provinciali siciliani, dando vita al coordinamento regionale che si oppone alla riforma voluta dal governo Renzi.

Del coordinamento nazionale di democrazia costituzionale, promotore de ricorsi nelle 26 Corti d’appello italiane, fa parte l’avvocato palermitano Alessandro Crociata, che è referente anche per il capoluogo siciliano.

Secondo Crociata “l’Italicum è una versione, peggiorata del Porcellum, che non dà la possibilità agli elettori di scegliere liberamente i propri rappresentanti alla Camera, ledendo i diritti politici sanciti dalla Costituzione, secondo cui il voto deve essere libero e soprattutto uguale”.

“L’Italicum, negli aspetti attuativi è ancora una grande incognita, mancano ancora le norme di dettaglio – spiega Crociata”.

Ancora nebuloso il futuro del nuovo Senato delle Regioni, dovrebbe essere costituito da 100 senatori, 95 eletti fra sindaci e consigli regionali. A fare la parte del leone dovrebbe essere la Lombardia con 14 senatori, poi ci saranno Piemonte e Sicilia con 7 senatori ciascuno e via via a scendere. Il Senato – sostiene l’avvocato Crociata – è declassato a organo di secondo grado, che sarà costituito da una rappresentanza, tutta ancora da definire, che esiste nelle forma ma è svuotata nella sostanza”.

Secondo lo schema provvisorio, che dovrebbe essere definito se l’Italicum supererà lo scoglio referendario, la Sicilia avrà 6 senatori, scelti fra gli eletti all’Ars (che dalla prossima legislatura saranno 70, non più 90 e 6 di questi faranno anche i senatori) più uno scelto fra i sindaci (carica di senatore che si contenderanno, presumibilmente, i sindaci delle tre città metropolitane). Ancora più incerta è la modalità di elezione dovranno essere stabilite con una successiva legge che verrà predisposta dopo che la grande riforma costituzionale sarà passata indenne dal probabile scoglio referendario.